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venerdì 22 ottobre 2021
 

Morosini: la morte in campo

Tutto fa spettacolo. Soprattutto la morte di un calciatore venticinquenne. Sabato scorso, mentre giocava, si è spento un giovane centrocampista del Livorno. La spettacolarizzazione della morte è stata una sorta di esorcismo globale. Eppure, ogni giorno, migliaia di bambini muoiono di sete e di fame. Un vero dramma. C’è, forse, una morte che sia “meno morte” di altre? Non sarebbe stato meglio, anche nei confronti di Pierpaolo Morosini, essere un po’ più sobri? Non tutto deve fare spettacolo. La vita non può essere svenduta, a beneficio dei mass media.

Mario

Sono rammaricato di come qualche telegiornale ha dato la notizia della morte del giocatore Morosini. I giornalisti hanno mancato di rispetto a lui e ai suoi cari. Ormai, in Tv ci stiamo abituando a tutto. Non c’è più pudore né rispetto per la sofferenza o per la morte. Morosini, prima d’essere un calciatore, è un uomo. Non è giusto aver mostrato, con insistenza e morbosità, primi piani del giocatore morente. Con l’obiettivo della telecamera a scrutare ogni minimo particolare di questo dramma. Non si può sbattere in faccia al pubblico la morte in diretta, per ragioni di audience. È una gravissima mancanza di etica. E di rispetto della dignità umana.

Francesco B. - Aquila

Come non condividere queste osservazioni, così umane e rispettose della dignità della persona e dello sfortunato calciatore Pierpaolo Morosini? La vita sembra essersi accanita su di lui. La situazione familiare non gli ha risparmiato sofferenze, lutti e tragedie. Ma anche la sua morte improvvisa su un campo di calcio non è stata esente da polemiche e speculazioni. Non solo per la tempestività dei soccorsi, ma soprattutto per la strumentalizzazione mediatica che ne hanno fatto i mass media. Quando la tragedia e la morte sono spettacolarizzate, per ragioni di audience, non possiamo più parlare di informazione o diritto di cronaca. È solo bieco cinismo, di cui vergognarsi. Dal calciatore Morosini, invece, ci viene una lezione di dignità per come è vissuto, riuscendo a non soccombere alle dure prove della vita.


25 aprile 2012

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