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martedì 11 agosto 2020
 
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Nel duello contro Giuseppe Conte Matteo Renzi ha già perso anche se va a Porta a Porta

Matteo Renzi è certamente un fuoriclasse della politica ma è nella fase più difficile della sua carriera. Dopo il trionfo alle Europee del 2014, l’avventura di governo, la Caporetto del referendum costituzionale, le purghe e le scissioni provocate da segretario del Pd, la scissione e la nuova avventura di Italia Viva, eccolo alle prese con un duello mortale con Giuseppe Conte. Quest’ultimo non dispone di un partito e non è nemmeno amatissimo dai Cinque Stelle, ma può contare sulla sua attività a capo dell’esecutivo (e infatti parla spesso di responsabilità di governo). Renzi invece è un generale con un esercito ormai esiguo: si basa su un elettorato che nei sondaggi oscilla dal 2 al 5 per cento.
 

Più di Salvini, Conte è il suo vero avversario, poiché il premier potrebbe scendere in campo con una lista moderata e il fiorentino ha sempre puntato ai voti in uscita del Centrodestra e in particolare di Forza Italia. Sostiene che la sua è una logica win-win, dove alla fine si vince sempre. O vinci o vinci. Se esce dal governo “facciamo una bella opposizione e ci rinsaldiamo” ha detto l’altra sera a cena con i suoi fedelissimi. Altrimenti, se riesce a indebolire la componente dei Cinque Stelle, stravince. Sicuro che sia così?

Eccolo sulle poltroncine bianche di Porta a porta affondare i suoi colpi contro Conte. Funzionerà? Riuscirà a far cadere il governo come un Turigliatto 2.0? O continuerà a minacciarlo, come un Ghino di Tacco della Terza Repubblica? L’impressione è che il piano di Renzi sia destinato al fallimento: ormai estraneo alla sinistra e persino al centrosinistra, non è riuscito a intercettare i voti di centrodestra. Resta inchiodato, divincolandosi nella sua nicchia, nella sua forchetta due-cinque per cento. Sa che stando fermo si estingue, ma muovendosi forsennatamente come sta facendo per distinguersi dalle forze di maggioranza finisce per irritare persino il suo stesso elettorato, che gli imputerebbe il buio di una crisi di governo. Agli italiani interessa il lavoro, della prescrizione e delle intercettazioni molto meno e capisce benissimo che si tratta di pretesti politici per animare la propria strategia politica.  Altro che strategia win-win, quella di Renzi sembra piuttosto loose-loose. Ha fatto troppi errori in passato, forse per lui non c'è più tempo.


19 febbraio 2020

 
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