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sabato 07 dicembre 2019
 

Il silenzio della preghiera, antidoto alla confusione del mondo

Scegliere di stare con il Signore. Trovare spazi, momenti, occasioni per stare davanti a Lui, così, semplicemente, e lasciare che Lui ci inondi della sua luce e della sua pace. È un’esperienza semplice, che può lasciar perplessi, perché siamo abituati ad avere davanti a noi un interlocutore visibile. E poi pensiamo che la vita sia piena di cose più importanti. Non ci accorgiamo che, in realtà, non c’è niente di più importante di quel momento in cui non facciamo altro che stare con il Signore. Come Maria, che stava ad ascoltarlo. Perché quel momento forse è l’inizio che ci permette di fare poi bene il resto. Non dobbiamo temere che la preghiera ci porti a isolarci, perché gli altri li portiamo sempre con noi. La preghiera è un grande mistero ed è anche un grande dono: a tutti è data la possibilità di dialogare con il Signore. In fondo tutto il creato, tutte le creature, sono avvolte, partecipano a questo silenzioso dialogo. Ogni tanto, davanti alla realtà del mondo, davanti ai dubbi, alle fatiche del vivere, sentiamo il bisogno di capire più in profondità qualcosa del mistero della vita, perché ci accorgiamo che alla fine le risposte che ci diamo sul male, sulla morte, sulla sofferenza, sull’ingiustizia non arrivano all’essenza, si fermano prima, girano intorno senza toccare mai il centro. E ci siamo anche accorti che forse è proprio la lontananza dalla fonte, il dialogo che abbiamo interrotto con il Mistero, la causa di come va il mondo. Ciò che facciamo, le nostre azioni, le nostre scelte, non nascono da un fondo di pace e di luce, ma spesso dalla confusione che portiamo dentro di noi. Ce ne accorgiamo dai risultati: le nostre azioni non contribuiscono al bene, alla pace, ma spesso aumentano la confusione già presente. Restare agganciati alla sorgente, attraverso la preghiera, ci permette di orientare meglio le nostre scelte, le nostre azioni. L’abitudine a pregare mette ordine nella nostra vita, regola la nostra giornata, le dà un valore che diversamente non riusciamo a intravedere. La preghiera ci rende ogni giorno consapevoli del profondo legame che c’è tra noi e il Padre. Un legame che è da sempre, perché mai si è interrotto. Scopriamo con gioia di non essere soli al mondo, ma costantemente nelle braccia di Dio. Sì, è difficile a volte sentire la sua presenza. Forse perché noi aspettiamo una sua risposta per lo più con la mente, con la testa; ma lui ci sta parlando a un livello più profondo, ogni volta che avvertiamo dentro di noi qualcosa di inspiegabile, quando sentiamo dentro di noi gioia, voglia di ridere o di piangere... La fatica sta anche nel trovare uno spazio per lui, per restare in ascolto, anche del suo silenzio. Il silenzio che attraversa i momenti in cui decidiamo di stare davanti al Signore è uno spazio che all’inizio può lasciarci dubbiosi, ma che piano piano ci diventa familiare, pacificante, carico di tenerezza, qualcosa che poi aspettiamo con gioia, come un appuntamento speciale.

ROBERTO CAPELLI

Ho dovuto sintetizzare la tua lettera, caro Roberto, ma ti ringrazio per questo invito alla preghiera. Approfittiamo di questo periodo estivo di riposo per dedicare alcuni momenti al silenzio e al dialogo con Dio, entrando in una chiesa o sedendo sotto un albero. Potrà essere un’occasione per rimettere ordine nella nostra vita e per trovare spazi di serenità


14 novembre 2019

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