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sabato 02 luglio 2022
 

No alla guerra fra religioni

Il nazi-fascismo, paradossalmente, era nulla a confronto dei tagliagole dell’Isis: almeno non sgozzavano a sangue freddo con il coltello, non bruciavano vivi i prigionieri di guerra, non catturavano intere comunità per utilizzarle come scudi umani o per richiedere riscatti, né distruggevano con esplosivi e martellate antichissimi reperti, patrimonio dell’umanità. C’era, almeno, una parvenza di regole da rispettare anche nel rapporto con il nemico. Mi chiedo: che aspetta la comunità internazionale a intervenire militarmente contro questi pazzi fanatici, che vorrebbero annientare ogni forma di civiltà e cultura? Quando i loro avi bruciarono la biblioteca di Alessandria dissero: se in quei libri sta scritto quanto c’è nel Corano sono inutili, se dicono qualcosa di diverso vanno distrutti. Vedere questi vandali armati di martello che devastano preziosissime e uniche testimonianze dell’antichità grida vendetta contro l’ignavia delle nazioni cosiddette civili, che continuano a trattarli con i guanti. Più si aspetta e più aumentano i danni irreparabili su persone e cose. Con i delinquenti non serve la diplomazia, ci vuole la forza. Più si tentenna, più i criminali moltiplicano i danni.

MARCO M.

Quanto a disumanità, violenza e brutalità è difficile dire chi è peggio dell’altro, perché ci troviamo nel campo dei peggiori istinti, della follia e della negazione della dignità della persona umana, che è a fondamento della civile convivenza tra i popoli.
Il mondo sembra impazzito, c’è chi soffia sul fuoco e terrorizza con le armi intere nazioni. Prima ancora di qualsiasi intervento per neutralizzare i terroristi, occorre sconfessare e delegittimare chi intende trasformare l’odio in una guerra tra le religioni. Tutte le iniziative e manifestazioni di piazza che vedono assieme cristiani, musulmani e rappresentanti di altre religioni sono il migliore antidoto contro il fanatismo.


26 marzo 2015

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