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lunedì 20 maggio 2024
 

Non c'è un ragazzo che apprezzi mia figlia?

Caro don Antonio,

ho una figlia ventiquattrenne che, ad aprile, diventerà infermiera. Si chiama Maria perché, alla nascita, la Madonna l’ha salvata da una complicazione di parto. E anche perché mio marito – che, purtroppo, non è credente – avendo sentito alla radio un vescovo che esortava i genitori a chiamare le figlie Maria, piuttosto che mettere nomi esotici che allora andavano di moda, mi disse (con mio grande stupore): «Dai, chiamiamola Maria! ». E così è stato. Maria è una ragazza che ha mille qualità. E non lo dico perché sono la mamma: è così. Non potrei dire degli altri quattro figli quel che dico di lei. È una ragazza dolce e generosa, non ci ha mai dato una preoccupazione. È molto servizievole. Contrariamente a me, sa cucinare molto bene. Così, ogni volta che ci mettiamo a tavola è davvero una festa.

È attaccatissima alla famiglia, aiuta tutti e ha un pensiero per ciascuno dei fratelli. Beh, detto ciò, finora non ha trovato un ragazzo con cui stare assieme, nonostante sia intraprendente e non perda occasione per aderire a qualsiasi iniziativa le propongano gli amici dell’università o del paese. A dire il vero, non è una di quelle bellezze che fa girare la testa a chi la incontra. Ma è graziosa, non le manca nulla. Ha begli occhi, è magrolina e con una massa di capelli lussureggianti. Evidentemente, ciò non attira i ragazzi. E questo comincia a pesarle non poco.
Come amica la vogliono tutti, nessuno però la sceglie come fidanzata. Maria ha una vita piena e mi sembra felice, anche se le pesa non avere un ragazzo con cui condividere l’esistenza e farsi una famiglia. Dato che frequenta la Chiesa, le piacerebbe che fosse un credente, perché apprezzi le sue doti di ragazza seria, buona e gentile.
Non pensi, però, che lei sia una bacchettona. Anzi, ama divertirsi come tutti i giovani e viaggia moltissimo. Per venire incontro ai problemi di mia figlia, mi piacerebbe se si facesse da noi un’iniziativa che ho visto in Inghilterra, quando sono andata a trovare uno dei miei figli che si era trasferito là per lavoro. In una chiesa cattolica mi aveva colpito un avviso esposto in bacheca, in cui si annunciava un incontro per i giovani cattolici single.
Lo scopo dell’iniziativa era, appunto, favorire una conoscenza tra ragazzi cattolici, visto che la maggioranza dei giovani in Inghilterra sono protestanti. Anche in Italia ci vorrebbe qualcosa di simile, per fare incontrare ragazzi e ragazze con gli stessi ideali e valori. Noi viviamo in un piccolo paese della provincia di Lodi.

Di ragazzi ce ne sono pochi e quelli che si incontrano nelle più svariate occasioni hanno una visione della vita totalmente differente da quella di mia figlia. Ora, voglio chiederle che cosa potrebbe fare Maria per incontrare altri giovani cattolici della sua stessa età? Tenga conto che non ha grandi disponibilità economiche. Tempo fa, aveva pensato di accompagnare come volontaria gli ammalati a Lourdes col treno bianco, ma mi ha detto che per lei era troppo costoso.
Le sarei grata se potesse darmi una mano, anche se non si tratta di una questione di vita o di morte. Mi sembra assurdo che, per mancanza di “occasioni”, due giovani che potrebbero fare qualcosa di bello insieme, non riescano a incontrarsi. Sono sicura che, da qualche parte, ci sia un ragazzo che saprebbe apprezzarla. Mi aiuti a trovarlo. Mi scusi se le ho fatto perdere del tempo prezioso, ma da sole non riusciamo a risolvere questo problema, che per Maria è davvero importante.

MARINA, mamma di Maria

La prima cosa che mi è difficile comprendere, cara Marina, è se questa lettera esprima soltanto le tue preoccupazioni o se è stata condivisa con tua figlia. In alcuni passaggi esprimi i tuoi sentimenti di mamma, in altri, soprattutto nella parte finale, quando mi chiedi un aiuto e confessi che «da sole non riusciamo a risolvere questo problema», sembra che il testo l’abbiate scritto assieme. Personalmente, sono propenso a credere che tua figlia non condivida il tuo appello, questo pensiero fisso che ti rode dentro, anche se non è questione di vita o di morte, come dici tu stessa. E, pur ammettendo le proprie difficoltà di trovare un ragazzo con cui condividere gli stessi ideali, tua figlia forse non la metterebbe giù così dura, come fai tu, con cuore di mamma.

Pochissimo mi dici degli altri tuoi figli, se non una veloce considerazione per loro svantaggiosa rispetto a Maria. Cosa che mi fa sospettare un eccessivo attaccamento a questa figlia, rispetto agli altri, senz’altro più autonomi, visto che uno s’è trasferito all’estero per lavoro. Insomma, temo che il “cordone ombelicale” che ti lega a Maria non sia stato ancora tagliato. Mi piacerebbe essere smentito, soprattutto se a farlo fosse tua figlia. Sarebbe interessante sentire anche la sua versione.

Quanto alla tua richiesta di aiuto, che cosa posso fare? Che consigli darti? Intanto, non credo sia utile lasciarsi sopraffare dagli affanni e dalle preoccupazioni. Tutto mi pare eccessivo nel tuo racconto. A Maria le occasioni di incontro non mancano. Anche se la rinuncia a un impegno di volontariato per una questione puramente economica non mi pare un bel segnale e denota una scarsa predisposizione ad aprirsi agli altri. Mi viene da sospettare che anche nella ricerca di un “bravo ragazzo” ci sia un eccesso di calcolo, che non giova affatto.

Il recente incontro di papa Francesco con migliaia di fidanzati, nel giorno di San Valentino, ci ha fatto conoscere straordinarie storie d’amore tra giovani che si sono conosciuti al lavoro, all’università o nelle Giornate mondiali della gioventù. Non c’è una “via maestra” per gli affetti. Certo, le “occasioni” non mancano. Ma queste a poco serviranno se non si ha una disposizione d’animo che sappia anteporre alle convenienze il vero amore. E, soprattutto, se non si è aperti anche all’imprevedibile.


21 febbraio 2014

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