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sabato 31 ottobre 2020
 

Il Papa: «Il Signore perdona tutto ma non le bestemmie contro lo Spirito Santo»

È tutta incentrata sul sacerdozio di Cristo che ha offerto se stesso, una volta per sempre, per il perdono dei peccati, l’omelia di papa Francesco nella Messa celebrata a Santa Marta. Una riflessione che scaturisce dalla Prima Lettura del giorno, tratta dalla Lettera agli Ebrei, che parla di Cristo Mediatore dell’Alleanza che Dio fa con gli uomini. Gesù è il Sommo Sacerdote. E il sacerdozio di Cristo è la grande meraviglia, la più grande meraviglia che ci fa cantare un canto nuovo al Signore, come dice il Salmo responsoriale.

«C’è», afferma a questo proposito il Papa, «questa grande meraviglia, questo sacerdozio di Gesù in tre tappe - quella in cui perdona i peccati, una volta, per sempre; quella in cui intercede adesso per noi; e quella che succederà quando Lui tornerà - ma anche c’è il contrario, “l’imperdonabile bestemmia”’. È duro sentire Gesù dire queste cose, ma Lui lo dice e se Lui lo dice è vero. “In verità Io vi dico tutto sarà perdonato ai figli degli uomini - e noi sappiamo che il Signore perdona tutto se noi apriamo un po’ il cuore. Tutto! – i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno – anche le bestemmie saranno perdonate! – ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno”».

Il brutto della bestemmia contro lo Spirito Santo è non lasciarsi perdonare

Perché è un peccato così grave, dunque? «Quello che bestemmia su questo», sottolinea Bergoglio, «bestemmia sul fondamento dell’amore di Dio, che è la redenzione, la ri-creazione; bestemmia sul sacerdozio di Cristo. ‘Ma che cattivo il Signore non perdona?’ – ‘No! Il Signore perdona tutto! Ma chi dice queste cose è chiuso al perdono. Non vuole essere perdonato! Non si lascia perdonare!’. Questo è il brutto della bestemmia contro lo Spirito Santo: non lasciarsi perdonare, perché rinnega l’unzione sacerdotale di Gesù, che ha fatto lo Spirito Santo».

In conclusione, il Papa torna sulle grandi meraviglie del sacerdozio di Cristo: «Oggi», dice, «ci farà bene, durante la Messa, pensare che qui sull’altare si fa la memoria viva, perché Lui sarà presente lì, del primo sacerdozio di Gesù, quando offre la sua vita per noi; c’è anche la memoria viva del secondo sacerdozio, perché Lui pregherà qui; ma anche, in questa Messa - lo diremo, dopo il Padre Nostro - c’è quel terzo sacerdozio di Gesù, quando Lui tornerà e la speranza nostra della gloria. In questa Messa pensiamo a queste cose belle. E chiediamo la grazia al Signore che il nostro cuore non si chiuda mai – non si chiuda mai! – a questa meraviglia, a questa grande gratuità».


23 gennaio 2017

 
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