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domenica 05 luglio 2020
 

Papa Francesco. Questa economia uccide

Papa Francesco. Questa economia uccide, di Giacomo Galeazzi,  Andrea Tornielli, Piemme, pp. 221
Papa Francesco. Questa economia uccide, di Giacomo Galeazzi, Andrea Tornielli, Piemme, pp. 221

Questo Papa venuto dalla fine del mondo "demonizza il capitalismo". Sono bastate poche frasi del pontefice "contro l'economia che uccide" per bollarlo come "Papa marxista". Che a fare certi commenti siano editorialisti di quotidiani finanziari, o esponenti di movimenti come il "Tea Party" americano, non deve probabilmente sorprendere.

Molto più sorprendente, invece, è che siano stati condivisi anche da alcuni settori del mondo cattolico, dal momento che, come mostrano Tornielli e Galeazzi, vaticanisti fra i più accreditati nel panorama internazionale, alla base dei ragionamenti di Bergoglio non c'è che la radicalità evangelica dei Padri della Chiesa. Delle disuguaglianze sociali e dei poveri è ammesso parlare, a patto che lo si faccia di rado. Un po' di carità e un pizzico di filantropia, conditi da buoni sentimenti, vanno bene, mettono a posto la coscienza.

Basta non esagerare. Basta, soprattutto, non azzardarsi a mettere in discussione il "sistema". Un sistema che, anche in molti ambienti cattolici, rappresenterebbe il migliore dei mondi possibili, perché - come ripetono senza sosta le cosiddette "teorie giuste" - più i ricchi si arricchiscono meglio va la vita dei poveri. Ma il fatto è che il sistema non funziona, e oggi viene messo in discussione da un Papa che in questo libro propone una riflessione sul rapporto fra economia e Vangelo. Temi che troveranno spazio anche nella sua prossima enciclica. Con un'intervista esclusiva su capitalismo e giustizia sociale.

Curato da Tornielli, coordinatore di “Vatican Insider”, e Galeazzi, vaticanista de “La Stampa”, “Questa economia uccide” raccoglie (sotto forma di documenti, discorsi e interventi di figure di spicco della “finanza cattolica”, oltre che un’intervista esclusiva) il magistero sociale della Chiesa di Francesco, il Papa che viene “dalla fine del mondo”: attenzione ai poveri, accoglienza dei migranti, cura del Creato… termini che sconcertano chi è abituato a “nascondere la polvere sotto il tappeto” o a girare lo sguardo dall’altra parte, ma che sono proprie di un pontefice che non persegue fini marxisti o rivoluzionari, ma rifiuta la “cultura dello scarto”, quella che privilegia l’egoismo e il superfluo, dimenticando l’etica, la carità e, in ultima istanza, l’essere umano.  

Un testo illuminante, che getta all’aria pregiudizi e interpretazioni fazione perché, ribadisce Francesco, “avere cura di chi è povero non è comunismo, è Vangelo”.


22 gennaio 2015

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