Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
sabato 18 maggio 2024
 

Dio non smette di essere nostro Padre anche quando abbiamo un'idea sbagliata di Lui

La riflessione per sabato 11 marzo - Parola del giorno: Luca 15,1-3 e Luca 15,11-32

Tutti noi almeno una volta nella vita ci siamo immedesimati nel racconto della parabola del figliol prodigo, forse perché tutti ci siamo più o meno accorti di essere come questo figlio minore desideroso di libertà, di autonomia, concentrato su se stesso, sulla propria soddisfazione che non ha nessuna remora a considerare il proprio padre morto e sperperare i suoi averi con amici, feste e piaceri vari. Ma ciò che fa da fondamento a questa storia è la figura del padre che come un perno affidabile non smette di fare il padre anche quando questo figlio lo considera morto e anche quando il figlio maggiore lo reputa un padrone. Il problema dei figli di questa storia, e quindi anche il nostro, sta proprio nell’immagine distorta che abbiamo del Padre. Di Dio si può pensare di servirlo come un padrone da compiacere o considerarlo morto per poterci sentire autorizzati a fare tutto quanto ci passa per la testa. Ma ciò che conta è che Dio non smette di essere nostro Padre anche quando di Lui abbiamo un idea sbagliata. Convertirsi significa correggere questa immagine distorta di Dio in noi. Non è semplicemente comportarsi bene (il figlio maggiore non ha mai trasgredito nulla) ma è pensare di Dio in maniera giusta. Solo l’esperienza della misericordia corregge questa immagine distorta. E la misericordia non è solo un Dio che ti perdona, ma un Dio che esce per venirti incontro, che fa il primo passo, che ti raggiunge al limitare delle tue forze. Il padre della parabola lo fa due volte: la prima volta con il figlio piccolo “Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò”; e la seconda volta con il figlio maggiore “Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo”. Siamo figli di un Padre che ci viene a cercare quando siamo ancora fuori. Egli è davvero il pastore che cerca la pecorella smarrita. Egli è Colui che ci fa fare esperienza della misericordia perché si abbassa alla nostra miseria pur di essere creduto nel Suo amore.


10 marzo 2023

 
Pubblicità
Edicola San Paolo