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martedì 07 dicembre 2021
 

Parolacce e volgarità non fanno onore a Luciana Littizzetto

Non sono un lettore di Famiglia Cristiana, ma la vendo al banco della “Buona stampa” nella parrocchia di cui sono parroco. Oggi, l’occhio mi è andato sulla figura di Luciana Littizzetto in copertina. Incuriosito, ho letto il vostro servizio. Che delusione! Nella vostra testata, sotto il titolo, sta scritto: “I fatti mai separati dai valori”. Ma mi chiedo: dove sono i valori, se a rappresentarli è Luciana Littizzetto? Una donna che si presenta sempre in pose e con un linguaggio volgare e maleducato.
Dalla vostra intervista sembra che basta mettere una casa a servizio della Caritas per essere dei bravi cristiani! Non potevate fare qualche domanda in più sulla fede, nell’intento di forzare qualche risposta un po’ più impegnativa? Si accenna appena al “tuo compagno”: vuol dire marito? C’è di mezzo un matrimonio o una convivenza? Non basta essere andati a scuola dalle Salesiane e aver frequentato la Gioc per essere testimoni del Vangelo!
Che conclusione tireranno i lettori di Famiglia Cristiana? Forse, che oggi siamo tutti bravi discepoli di Gesù, anche se guadagniamo un sacco di soldi prendendo in giro la gente che ride e applaude a ogni sciocchezza. Scegliete figure più “serie” e più “vere”. E buon lavoro.

DON EMILIO C.

Perché Luciana Littizzetto, conduttrice del Festival di Sanremo, deve ricorrere a continue allusioni sessuali? Far ridere a tutti i costi con simili argomenti, alla lunga stanca. È controproducente e mina quella simpatia che alla Littizzetto non mancherebbe. Tra l’altro, lei non si esibisce nel chiuso di un teatro, ma in televisione, e questa entra in milioni di case e famiglie. Non si creda che il suo linguaggio sia giovanile, perché i giovani quando sono chiamati a impegnarsi, rivelano più saggezza e buon senso. La Tv del servizio pubblico ha dei doveri minimi da rispettare. A cominciare dalla buona educazione.

GABRIELE S. – Reggio Emilia

Ribadisco, ancora una volta, che quando ci occupiamo di un personaggio (con o senza copertina) non intendiamo beatificarlo né farne un “santino”. Ne parliamo perché fa parte di quella “attualità” di cui si dibatte nelle famiglie e che entra nelle case attraverso la Tv o gli altri mass media. Papa Francesco, ogni giorno, ci mostra una Chiesa che non ha paura di andare per le strade del mondo e confrontarsi con tutti. Il Vangelo, però, non si impone col bastone, ma con dolcezza e per attrazione. «Bisogna passare tra goccia e goccia senza bagnarsi», diceva il nostro fondatore, il beato Alberione, a proposito dell’evangelizzazione con i mass media. Ciò detto, sono convinto che volgarità e parolacce non giovano alla Littizzetto e al suo naturale talento. Questo “registro” è logoro e scontato. Non piace né fa ridere. È in calo come il Festival di Sanremo di quest’anno. Urge riprogrammarsi ed elevare i toni.


26 febbraio 2014

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