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giovedì 01 dicembre 2022
 

Ucciso a 17 anni: non si può solo ignorare tutta questa violenza

Caro direttore, l’orribile e ingiustificabile omicidio avvenuto a San Severo (Foggia) il 18 luglio in una calda serata estiva, in cui ha trovato la morte un diciassettenne, ferito a morte con un coltello da un quindicenne che si è poi costituito alla Questura di Foggia, scuote ancora una volta la città dell’Alto Tavoliere, già piagata da altri fatti di cronaca nera. I motivi del gesto sono riconducibili alla gelosia tra i due adolescenti per una loro coetanea. Come si può uccidere una vita umana in modo così feroce?

Purtroppo dobbiamo fare i conti con la perdita dei valori, con la disgregazione e l’assenza di molte famiglie dietro questi ragazzi. Gli adolescenti oggi sono troppo fragili psicologicamente, perché non hanno alle loro spalle dei genitori che insegnano loro il rispetto dei valori umani, dell’ambiente e di tutto ciò che li circonda. Sono abbandonati al loro destino e chiedono drammaticamente aiuto. La famiglia è la prima cellula della società, ma di una società frantumata ancora di più dopo due anni di pandemia, in cui si sono annullati i rapporti sociali. Questi nostri adolescenti soffrono la solitudine, vivono completamente immersi nel virtuale dove credono che tutto ciò che traspare sul cellulare sia il mondo reale. Ancora una volta una giovane morte interpella le nostre coscienze e ci invita a riflettere tutti: famiglia, Chiesa, scuola, associazioni.

MARIO BOCOLA

Francesco Pio (foto) aveva 17 anni. Il suo uccisore, e fa impressione scriverlo, solo 15. Una vita perduta. Una vita rovinata. Due famiglie distrutte. Un appuntamento per un chiarimento per motivi di gelosia è finito in tragedia. Perché presentarsi all’appuntamento con un coltello? Perché non pensare di parlarne civilmente, senza pensare di dover ricorrere alla violenza? Perché farsi giustizia da sé? Non ci sono risposte semplici e immediate, rimane un lugubre silenzio e un senso frustrante di rabbia che ci interroga tutti. Dietro c’è sicuramente il fallimento educativo di una famiglia, ma non è difficile intravvedere più in generale la fragilità di molte famiglie lasciate sole a gestire la complessità della vita (entrambi i genitori al lavoro, economia da far quadrare, poco tempo per i figli, relazioni intra ed extra familiari complesse, ecc.).

E fuori una società che rema contro, soprattutto a livello di offerta di intrattenimento: non si contano i film, le serie tv, i videogiochi – tutti facilmente accessibili e che tanto seguito hanno presso i nostri ragazzi – che inculcano loro con un martellamento quotidiano autentici disvalori, come la violenza brutale, l’omicidio, il sesso violento, la guerra, le risse e tanto altro. Una vera contro-catechesi.

Dove, oltretutto, resta molto sottile il confine tra realtà e finzione. L’industria culturale che c’è dietro ci specula con grandi guadagni, contribuendo a creare una mentalità violenta e prevaricatrice. È compito di tutti denunciare questo, ma soprattutto prodigarci perché ai giovani giungano testimonianze e messaggi costruttivi, da cui emerga che sono il servizio e il dono di sé a rendere grande un uomo e a permettergli una vita felice. Come Gesù insegna e la chiesa propone


11 agosto 2022

 
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