Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
giovedì 20 giugno 2024
 

«"Affari tuoi" e gli altri giochi a premi in tv: troppi soldi facili!»

Caro don Stefano, non sarebbe il caso di porre l’attenzione su alcuni programmi della Tv di Stato, alla quale contribuiamo con il nostro abbonamento, che “regalano” soldi facili (anche centinaia di migliaia di euro a serata) come nel programma di Rai 1 “Affari Tuoi” (foto), solo indovinando il contenuto di un pacco?

Non le sembra che, in un periodo di forte disagio economico e sociale come quello che stiamo vivendo, certi programmi siano moralmente offensivi per tante famiglie che fanno grossi sacrifi ci per portare avanti il ménage quotidiano e per fare studiare i figli?

 

DINO DE CESARE

Caro Dino, credo purtroppo che la situazione economica precaria di tante famiglie e persone non facciano che alimentare questo desiderio di procurarsi denaro facile, magari in questo caso insieme a una sana spruzzata di notorietà.

Un programma di intrattenimento, ben condotto e, in fondo, divertente, che male fa? Questo e altri simili programmi su altre reti solleticano le stesse illusioni legate ai videopoker, grattini, scommesse su internet e quant’altro: guadagnare tanto e subito, soprattutto in un momento di crisi in cui è sempre più difficile far fronte alle tante esigenze della vita. Credo anche che la dignità di chi cerca di arrivare a fine mese con grandi sacrifi ci pagando le bollette, facendo la spesa e fi nanziando gli studi dei figli non venga offesa da programmi come questo.

Anzi, ne valorizzano ancor di più lo sforzo fatto nel silenzio e nel sacrifi cio quotidiano. Il problema etico? Dopo aver rotto le dighe con la legalizzazione del gioco d’azzardo nel 1992 quel problema, da parte dello Stato, non si pone (quasi) più.

Dobbiamo difenderci da soli, sapendo discernere quello che ci fa bene nel grande tavolo imbandito dell’offerta televisiva. Quello, cioè, che edifi ca la nostra mente, il nostro cuore e la nostra speranza. E senza demonizzare a prescindere il valore positivo dell’intrattenimento.


23 maggio 2024

 
Pubblicità
Edicola San Paolo