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giovedì 23 maggio 2024
 

«Quel "Sua Eccellenza" dei vescovi: ma non siamo uguali davanti a Dio?»

Egregio Direttore, seguo sempre su TV2000 la trasmissione del Santo Rosario da Lourdes. Una cosa mi disturba: quando c’è qualche vescovo o cardinale chi guida la recita lo presenta con il titolo di “Sua Eccellenza”.

Considero che ogni fedele presente a pregare Maria nostra Madre Celeste sia importante quanto una “Eccellenza”, e pertanto si dovrebbe dire anche il nome di ogni singolo fedele. Perché esiste ancora questo retaggio vetusto per omaggiare una persona che occupa un posto di responsabilità nella Chiesa? Non siamo tutti uguali alla presenza di Dio, tanto più in quel luogo santo? In un recente Vangelo a Messa si parlava dei farisei che si compiacevano di essere ai primi posti, di farsi chiamare maestro o rabbì…

FRANCESCO LORENZ

 

 

 

Caro Francesco, la tua domanda, pur legittima, può nascondere una sensibilità oggi abbastanza comune di insoerenza verso ogni tipo di autorità, anche dentro la Chiesa. E rischia di farci buttare via il classico bambino con l’acqua sporca.

Credo che nel contesto di cui parli, la Grotta di Lourdes in un momento di preghiera, il comunicare la presenza di una persona che ricopre una responsabilità nella Chiesa abbia semplicemente lo scopo di rendere più visibile la comunione ecclesiale, che si compone di ministeri diversi, tutti con pari dignità in virtù della consacrazione a Cristo nel battesimo. Invece che malessere dovremmo provare senso di unità.

Se è da combattere il clericalismo, come espressione di una postura di superiorità nella comunità in virtù dell’incarico che vi si ricopre o, talvolta, addirittura, di un abuso di potere, dobbiamo però anche guardarci dal suo opposto, che ci impedisce di cogliere la bellezza della Chiesa-comunione.


24 novembre 2023

 
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