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lunedì 18 ottobre 2021
 

Quello spot in tv con le famiglie "arcobaleno"

Ho visto più volte in tv lo spot che promuove i vari tipi di famiglia, da quella tradizionale fino a quella arcobaleno. Ben venga. Sono però rimasto perplesso quando hanno mostrato al balcone la coppia gay maschile: l’uno con in braccio un neonato, mentre il compagno bacia la fronte del piccolo. Manca però una pedina fondamentale: la donna che l’ha tenuto in grembo. Che piaccia o no, quel bambino ha anche una mamma. Credo che una donna con la testa sulle spalle non accetterebbe mai di farsi pagare per essere fecondata artificialmente con il seme di un uomo che al termine della gravidanza non vedrà mai più. Se una donna accetta questo “contratto” forse è perché è in grosse difficoltà  finanziarie. Due uomini o due donne, pur con tutta loro buona volontà, non possono sostituire un papà o una mamma. Potrei essere accusato di omofobia, ma so di non esserlo. Si può ancora parlare di famiglia tradizionale in piena libertà? Ho paura che stiamo andando verso una società dove si rende facile anche il difficile, dove tutto diventa normale, anche quello che non lo è. Che ci siano tutela e rispetto per il mondo gay, mi sta bene. Non dimentichiamoci che molti di loro sono morti nei campi di sterminio nazisti. Però un piccolo e umile passo indietro lo facciano anche loro. Quando Dolce e Gabbana uscirono dal coro, affermando che un bambino ha bisogno di un papà e di una mamma, furono mediaticamente massacrati.

ANGELO DA BRESCIA

L’immagine di quello spot è fuorviante, perché sembra avallare la pratica del cosiddetto “utero in affitto”, non ammessa dalla legge italiana. Anche molte femministe sono contrarie a questa maternità surrogata, che riduce la donna a un oggetto, a uno strumento. E non tiene conto del bene del bambino o della bambina, che hanno diritto ad avere una mamma e un papà (anche se talvolta i casi della vita possono privarli di uno di loro o di entrambi). Quindi no all’odio e alla violenza verso chiunque, comprese le persone Lgbt, ma difendiamo anche le donne dalla strumentalizzazione e i diritti dei bambini. Non mi piace il termine famiglia tradizionale perché fa pensare a qualcosa di antiquato, parliamo semplicemente di famiglia. Nessuno, neanche una legge, potrà impedirci di parlare e testimoniare la bellezza della famiglia secondo la visione cristiana.


05 agosto 2021

Tag:
LGBTspottv
 
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