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giovedì 02 dicembre 2021
 

Rabbi Ovadia Yosef, paladino dei mizrahi

Una delle ultime immagini del rabbino Ovadia Yosef (al centro nella foto Reuters).
Una delle ultime immagini del rabbino Ovadia Yosef (al centro nella foto Reuters).

E' morto a 93 anni rabbi Ovadia Yosef. A chi non segue le vicende di Israele il suo nome risulterà poco noto o addirittura sconosciuto. Ma Ovadia Yosef, nato a Baghdad (Irak) nel 1920, è stato una delle grandi figure nascoste del Medio Oriente e non a caso i suoi funerali sono stati seguiti da quasi mezzo milione di persone.

Per gli ebrei religiosi e colti, il Rabbi è stato uno dei più grandi studiosi della Torah e un grande interprete della Halacha, la legge ebraica. Per i laici appassionati di politica è stato il fondatore (1984), e fino alla morte il padre spirituale, del partito Shas, seguito soprattutto dagli ebrei ultra-ortodossi e protagonista di alcuni passaggi importanti della storia di Israele. Come quando, nel 1993, portando il partito all'astensione in Parlamento, consentì l'approvazione del primo accordo di Oslo tra palestinesi e israeliani. 

Ma l'opera che ha portato le conseguenze più vistose è stata l'azione che rabbi Ovadia Yosef ha condotto, anche attraverso la fondazione dello Shas, per dare visibilità, dignità e rappresentatività agli ebrei sefarditi e soprattutto ai mizrahi (dall'ebraico mizrach, Oriente: cioè, gli ebrei originari dei Paesi del Medio Oriente, quasi tutti giunti profughi in Israele nei primi dieci anni dell'indipendenza dopo essere fuggiti o essere stati espulsi dai Paesi), che sono sempre stati in qualche modo subordinati agli ashkenaziti, cioè gli ebrei di origine europea.

Ovadia Yosef, che fu il Rabbino capo sefardita dal 1972 al 1983, in questo ha realizzato una vera rivoluzione sociale, cambiando per sempre gli equilibrii del potere in Israele.



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07 ottobre 2013

 
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