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giovedì 26 maggio 2022
 

Rossini e Delacroix cantano il dolore di Maria

Eugene Delacroix, La Pietà, 1850 olio su tela Oslo, Nasjonalgalleriet

Irresistibile compositore di opere come Il Barbiere Di Siviglia (1816) e il Guglielmo Tell (1829), Gioacchino Rossini (Pesaro, 1792 - Parigi, 1868) visse la maggior parte della sua vita a Parigi e scrisse nel 1832 uno Stabat Mater che fu accolto con un entusiasmo incredibile.
La prima esecuzione pubblica ha luogo a Parigi nel 1842. «Il nome di Rossini è stato gridato tra gli applausi. L’intera opera ha trasportato il pubblico. Il trionfo era completo. Si sono dovuti ripetere tre numeri… e il pubblico ha lasciato il teatro commosso e colto da un’ammirazione che presto ha conquistato tutta Parigi». L’opera riscuote un successo straordinario.
La prima italiana avviene il 4 marzo 1842 nella Chiesa di Sant’Antonio a Milano, seguita dall’esecuzione in forma privata a Firenze, il 14 marzo, in casa MacDonald. A Bologna, nella grande sala dell’Archiginnasio, le sere del 18, 19 e 20 marzo 1842, l’opera viene eseguita in forma pubblica. Rossini contribuisce personalmente all’allestimento e, come direttore dell’orchestra, viene chiamato Gaetano Donizetti.

A Rossini, compositore romantico intriso di ideali patriottici e risorgimentali, possiamo accostare un pittore come Eugene Delacroix, anch’egli acceso di sentimenti patriottici e rivoluzionari. Entrambi si interessano alla storia, al mito, al racconto popolare. Nonostante la laicità di entrambi quando si occupano del sacro Rossini e Delacroix – che vivono entrambi nel clima culturale della Parigi della prima metà dell’Ottocento – lo fanno con risultati sorprendenti. Delacroix è autore di una vibrante Pietà che possiamo accostare per forza e sentimento del colore alle note dello Stabat Mater del geniale musicista pesarese.

Alfredo Tradigo


23 aprile 2013

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