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I cinguettii di Grotondi

Nel clima da Repubblica di Weimer che caratterizza il Pdl e che mette a rischio il Governo di Bruning-Letta e di Hindemburg-Napolitano, tra falchi, colombe e pitonesse, si è levata la voce forte di un ex ministro che ha scoperto twitter e lo maneggia con la stessa imperiosa forza comunicativa con cui Togliatti dominò la piazza, De Gasperi utilizzò la radio e Berlusconi sfruttò la televisione.
Si tratta di "Grotondi", indirizzo twitter di Gianfranco Rotondi, ex democristiano irpino approdato al berlusconismo dopo una parentesi buttiglionesca e divenuto nel Berlusconi IV ministro senza portafoglio per l'Attuazione del programma. Uno dei ministeri di più difficile interpretazione della Storia della Repubblica Italiana, essendo arduo persino per i più fini costituzionalisti capire a cosa serva un ministero per l'Attuazione di programma. Ma Rotondi seppe fare di necessità virtù e interpretò tra l'altro il suo mandato politico traducendolo in una serie di esternazioni pro-Cavaliere da dare alle agenzie (di cui beneficiò anche Famiglia Cristiana) e una manciata di ospitate a Ballarò in qualità di scudo umano del Berlusconi delle "cene galanti" ad Arcore.

Dotato di quel naturale spirito profetico che gli proviene dalla sua terra, (che non a caso ha dato i natali alla Sibilla di Cuma),  "Grotondi" continua a produrre una serie di sibillini tweet che stanno cambiando il corso della politica italiana.  "Contro i falchi e le colombe le aquile sono pronte, molti che le aspettano pensando di salvarsi scopriranno che molti saranno i chiamati, pochi gli eletti", ha twittato recentemente evocando un clima da Gotterdammerung dentro il Pdl. "Grotondi" ha continuato implacabile facendo capire che l'erede di Berlusconi è già nato a una cena i cui commensali hanno deciso la sorte di almeno diciotto milioni di elettori, ma più in generale dell'Italia stessa. "E' finita ora una cena in cui chi poteva ha deciso quel che andava deciso da tempo. E l'intendenza seguirà". Il pathos è innegabile, a parte la parola "intendenza" dovuto forse all'eseguità dei 140 caratteri. Intendenza, se stiamo ai dizionari, è infatti un organo amministrativo o militare (da cui la parola intendente), ma in questo caso credo che il neologismo dannunziano di  "Grotondi" derivasse dal verbo intendere, capire, (un po' come chi ha orecchie per intendere intenda).
Dunque a una cena è nato l'erede del Cavaliere. Il panico ha serpeggiato nel Pdl, la fibrillazione si è impadronita delle redazioni e della Rete. Ma lui, il vate, ha confermato tutto è in un twitter ha replicato: "Sul fatto vedrai presto se vaneggio, molto presto". Ma chi è l'erede del Cavaliere che ha dominato la Seconda Repubblica? Chi è il futuro premier? Grotondi non lo ha svelato. Ma dopo il can can mediatico, dopo un'estenuante caccia all'uomo che ha fagocitato i social networks. i giornali, le tv e insomma il Paese intero, ha fatto trasparire qualche indizio "Renzi è una destra a sinistra, ci vuole una sinistra a destra". E ancora: "Ultimo volo per falchi e colombe, da autunno solo aquile reali". "manco immaginate chi sta per spedirvi all'opposizione per altri 30 anni". ma chi è? E alla fine, cinguettio dopo cinguettio, l'ammissione (cauta, tra comprensibili cautele e pudori) che il futuro premier, il successore di Bruning-Letta e di Berlusconi, potrebbe essere anche lui stesso. Si proprio lui, "Grotondi". Avete capito bene. "Sono la sintesi dell'Italia democristiana e poi berlusconiana, la rincorsa perfetta per la Terza Repubblica" ha cinguettato l'aquila reale "Grotondi" che non si crede certo un pollo. L'intendenza seguirà.


19 agosto 2013

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