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lunedì 13 luglio 2020
 
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Se Berlusconi sbaglia comizio

Venerdì sera è accaduta una cosa molto simpatica, una di quelle situazioni surreali che ricordano il film Hellzapoppin': Silvio Berlusconi si è presentato ad una festa in piazza organizzata dalla lista civica di Centrosinistra che corre per le elezioni al Comune di Segrate (in provincia di Milano) ed è rimasto là per circa cinque minuti, pensando di essere a una manifestazione del Centrodestra. "Abbiamo prima visto arrivare un paio di auto - ha raccontato un testimone - e poi è sceso Berlusconi, accompagnato dalla sua scorta, e ha iniziato a muoversi tra gli stand della festa". L'ex premier ha iniziato a parlare con alcuni ragazzi, i quali intanto ne approfittavano per farsi dei selfie, e ha chiesto loro come si chiamasse il candidato sindaco. I giovani gli hanno risposto "Paolo Micheli" e il leader di Forza Italia ha detto loro paternamente: "Allora mi raccomando andate a votare, trovate un'ora domenica per votare Paolo'". Poco dopo, però, si è reso conto che era la festa sbagliata, anche perché il candidato del Centrodestra è una donna, Tecla Fraschini, che stava parlando a una manifestazione a qualche centinaio di metri di distanza. Non è che si possono sempre conoscere tutti. Berlusconi, resosi conto dell'equivoco, è risalito sull'auto con la scorta e si è recato alla manifestazione giusta, un po' imbarazzato.

Ma se Berlusconi non si è accorto di nulla per cinque minuti, vuol dire che il popolo del Centrosinistra, quello che lui bolla spesso come accolita di "comunisti" per individuare un nemico e polarizzare i suoi elettori (secondo la più antica delle leggi della politica), in fondo vuol dire che questo popolo non è poi così diverso dal suo. Un po' come in quella barzelletta di Gino Bramieri dell'ubriaco che si guarda allo specchio e dice che ci sono i ladri in casa. E a ben guardare sarebbe bello che non solo Berlusconi ma tutti i leader di partito si recassero alla manifestazione sbagliata pensando di trovarsi in quella giusta, per rendersi conto che il nemico non è poi così differente. Se Renzi si recasse - che so - a una manifestazione di gufi e rosiconi, come chiama la minoranza dem, senza accorgersi che nella folla ci sono anche Bersani, D'Alema e Civati, e se Grillo finisse a una manifestazione di renziani scambiati col popolo della Rete, se Salvini finisse per sbaglio, in una notte senza luna, a una manifestazione di Rom o immigrati pensando che si trattasse di un convegno di leghisti, chissà, forse tutti si addolcirebbero un po' e quel campo di Agramante che è la politica italiana, ormai ridotta a guerra civile, se ne gioverebbe non poco. O no?


30 maggio 2015

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