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sabato 25 giugno 2022
 
Family Game Aggiornamenti rss Giuseppe Romano
Esperto di videogame

Se gioca anche la pubblicità

Anche la pubblicità ha imparato a giocare. La chiamano gamification, intendendo “l’applicazione di meccaniche tipiche del gioco in contesti non ludici”. Tradotto in normalese, ti faccio giocare per attirare la tua attenzione (o per distrarti) e proporti qualcosa da vendere.

Tutto qui? No. Nella peggiore delle ipotesi può esserci qualcuno – ce ne sono parecchi – che offre giochi gratuiti per il pc e applicazioni da scaricare liberamente sul telefonino eccetera, e in realtà sta cercando un modo per intrufolarsi nella tua vita. Perché mai un programmino dovrebbe potermi inviare “notifiche push”, cioè messaggi e annunci a suo piacere, senza che io possa decidere se riceverli? Oppure, perché un programma per riconoscere le canzoni dovrebbe chiedermi l’autorizzazione a lasciarmi localizzare da lui? Altro che gratis, sono prezzi da pagare. Spesso piccoli, spesso doverosi (chi ti dà qualcosa per niente?), ma da sapere.

In altri casi, invece, l’azienda che vuole pubblicizzare un suo prodotto gioca a carte abbastanza scoperte e ti invita a una “prova assaggio” nel suo mondo. Sono gli advergames, altro neologismo inglese che mette insieme pubblicità e gioco. Guardate per esempio questo “percorso a ostacoli” da un sito web all’altro in cui una ragazza gioca a fare SuperMario per raccogliere gelati Algida. Naturalmente questa è solo una riproduzione filmata, dovreste essere voi a controllare i movimenti della ragazza:

Di “Magnum Pleasure Hunt”, pubblicità interattiva concepita per il web, è da poco apparsa la seconda edizione. Chi volesse giocarci può trovarla a questo link:

http://pleasurehunt.mymagnum.com/

E per capire quanto è complicato e costoso fare una pubblicità del genere guardatevi questo “dietro le quinte” (in inglese):

Magnum Pleasure Hunt 2: Behind the Scenes from B-Reel & B-Reel Films on Vimeo.

La pubblicità interattiva, quando serve effettivamente a entrare nel mondo del prodotto offerto e non è invadente, può regalare un divertimento genuino. Con “Essere Henry” la casa automobilistica Rover vuole farci incontrare l’auto dei nostri sogni abituandoci a scegliere:

http://www.rangeroverevoquebeinghenry.com/

è stata molto celebrata “Tipp-experience”, pubblicità interattiva dell'azienda che fa il "bianchetto", che mostra una gag tra un cacciatore e un orso. Nella seconda puntata, qui sotto, cacciatore e orso viaggiano nel tempo: basta scrivere una data qualsiasi e la scena si adatta:

Insomma, il gioco dilaga anche nel mondo della pubblicità. Giochiamo pure, ma ricordiamoci che niente è davvero gratuito, nemmeno il tempo che dedichiamo.


19 aprile 2012

 
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