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lunedì 20 marzo 2023
 

Se il Papa denuncia i trafficanti

Ho notato che Famiglia Cristiana ha sottolineato solo un aspetto del discorso del Papa a Lampedusa, cioè quello dell’accoglienza agli immigrati. Però papa Francesco ha denunciato anche i trafficanti che, sulle sponde del Mediterraneo, speculano sulla povera gente promettendo loro lo sbarco nel “paradiso terrestre” a un costo salatissimo su carrette del mare che spesso non arrivano a destinazione. Il Papa ha anche parlato di «coloro che con le loro decisioni a livello mondiale hanno creato situazioni che conducono a questi drammi». Infatti, se le multinazionali smettessero di sfruttare le risorse dell’Africa la gente non sarebbe costretta a fuggire. La Santa Sede si è sempre espressa contro il reato di clandestinità, chiedendo equilibrio tra sicurezza e accoglienza nelle leggi, ma dobbiamo essere concreti. Non possiamo accogliere tutti, perché l’Italia non è in grado di offrire lavoro e vita dignitosa a quanti arrivano.

Ivan D.

È vero, a Lampedusa papa Francesco non ha parlato solo di accoglienza. Ha detto molto di più. La sua visita e le sue parole hanno denunciato la «globalizzazione dell’indifferenza » e l’«anestesia dei cuori», che hanno fatto dimenticare il dramma di chi fugge da fame, carestie e guerre, e tollerato la strage di quanti hanno perso la vita nella traversata del Mediterraneo. Sono “poveri cristi” sfruttati da tutti, senza umanità, morti prima di afferrare la speranza di un futuro migliore. Il Papa ha recitato il “mea culpa”, ma le responsabilità sono di altri. Riguardano chi alimenta l’ingiustizia nel mondo e un’iniqua distribuzione delle risorse della terra. Per questo, chi ha voluto “bacchettare” il Papa sull’accoglienza ha la coda di paglia.


31 luglio 2013

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