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sabato 27 novembre 2021
 

Senza preti e parrocchie si blocca l'Italia

Ho apprezzato molto la risposta che ha dato, la settimana scorsa, alla signora Gaia, una “pecorella smarrita”. È un periodo in cui la Chiesa è attaccata su molti fronti, dall’Ici all’8 per mille. Ma il bene che fa è così invisibile? Eppure, le case d’accoglienza, le mense per i poveri, sono diffuse su tutto il territorio. Nella mia città ce ne sono tre, una gestita dalla Caritas, le altre due da suore. In una ha operato come volontario anche mio marito. Conosco stranieri che grazie alle suore sono riusciti a trovare un lavoro e a integrarsi. La Chiesa fa tanto per chi soffre, per gli emarginati, per gli ultimi. Dà da mangiare agli affamati, eppure si vuole cercare “il pelo nell’uovo”. In questi tempi, si sta impegnando per i profughi che arrivano a Lampedusa. Ma questa notizia non interessa i media nazionali, hanno altro cui pensare. È facile puntare il dito. Più difficile l’impegno personale. Propongo a Gaia di rimboccarsi le maniche, forse si sentirà meno smarrita.

Alma B. - Lodi

La Chiesa non è fatta solo di santi. Ci sono peccati e peccatori.Ma spararle addosso, come avviene periodicamente, prendendo a pretesto false notizie su presunti privilegi, ormai è stucchevole. Se non fosse ancora chiaro, lo ribadiamo: solo i luoghi di culto e le attività destinate ad attività sociali non pagano tasse. E questo vale anche per le altre confessioni che hanno intese con lo Stato. Voler tassare la solidarietà è aberrante. Se per un giorno si fermassero preti e parrocchie, si bloccherebbe l’Italia.

d.A.


07 settembre 2011

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