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mercoledì 24 aprile 2024
 

Servono un padre e una madre. È un reato?

Sono un papà di quattro bambini e leggo Famiglia Cristiana da diversi anni. Sono molto preoccupato per quanto sta accadendo in Italia con la “legge Scalfarotto” che intende favorire le coppie gay a scapito della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio. Mi sembra una legge che va oltre l’intento della difesa delle persone gay e che lede la libertà di opinione, anche quella di difendere la famiglia tradizionale. Perché Famiglia Cristiana non prende una posizione decisa contro una legge inutile, voluta solo da una piccola minoranza? I cattolici devono far sentire la loro voce in difesa della famiglia, del matrimonio, della vita contro l’aborto e l’eutanasia, senza subire tutto in modo passivo. Le chiedo, per cortesia, di fare il possibile per far sentire la voce della Chiesa. Solleciti, tramite la rivista, un impegno dei lettori a pregare in difesa della famiglia e della vita.

STEFANO F.

In Italia è facile passare da un estremo all’altro. Così, la legittima difesa della dignità di ogni persona, che non va discriminata per alcuna ragione, portata a estreme conseguenze come sta avvenendo con la legge sull’omofobia rischia di ledere diritti altrui, a cominciare dalla famiglia. L’eccesso di ideologia produce conseguenze liberticide e intolleranza verso chi la pensa diversamente. Se passa il decreto Scalfarotto, il mondo cattolico che ha una visione di famiglia basata sulla differenza sessuale, l’apertura alla vita e il matrimonio tra un uomo e una donna (valori presenti nella Costituzione), commetterebbe un “reato di opinione”! Altrettanto dicasi se afferma che un bambino ha diritto a crescere con un padre e una madre. Siamo davvero all’assurdo. Tutto ciò è altra cosa rispetto alla legittima lotta contro l’omofobia. È pura intolleranza, che riduce la famiglia a un fatto privato, togliendole quel ruolo pubblico che le spetta di diritto.


10 aprile 2014

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