Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
giovedì 18 aprile 2024
 

«Settimo comandamento: e se un cardinale "ruba" l'elettricità?»

Gentile direttore, sono un po’ confusa. Il settimo comandamento recita: “Non rubare”. Non vi è contemplato il furto della corrente elettrica. Oppure il fine (fare la carità ai bisognosi) giustifica i mezzi, cioè il furto, perché di furto si tratta, ai danni di chi quella energia eroga?

ANNAMARIA ELIANTI

Il riferimento è al gesto clamoroso del cardinale Konrad Krajewski che domenica 12 maggio ha riattaccato i contatori in uno stabile occupato di Roma. «L’ho fatto per i bambini», ha detto. «C’erano oltre 400 persone senza corrente, con famiglie, bambini, senza neanche la possibilità di far funzionare i frigoriferi». Ha pure lasciato un biglietto da visita per ogni eventuale lamentela. Era un problema di emergenza, che nessuno aveva voluto risolvere. Una situazione in cui si trovano tante famiglie, non solo a Roma.

Al di là delle questioni legali, dal punto di vista morale c’è stata una violazione del settimo comandamento? Tutti conosciamo la sintesi catechistica: non rubare. Rileggendo però per intero la spiegazione del Catechismo della Chiesa Cattolica (nn. 2401-2449) scopriremo qualcosa di sorprendente, come questa frase: «Coloro che possiedono beni d’uso e di consumo devono usarne con moderazione, riservando la parte migliore all’ospite, al malato, al povero». Il nostro caso è ben spiegato al n. 2408: «Non c’è furto se il consenso può essere presunto, o se il rifiuto è contrario alla ragione e alla destinazione universale dei beni. È questo il caso della necessità urgente ed evidente, in cui l’unico mezzo per soddisfare bisogni immediati ed essenziali (nutrimento, rifugio, indumenti...) è di disporre e di usare beni altrui».


31 maggio 2019

I vostri commenti
7

Stai visualizzando  dei 7 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo