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sabato 23 ottobre 2021
 

«Beppe Grillo e il figlio, siamo ancora fermi alle donne oggetto»

Caro don Antonio, le scrivo a proposito dell’incresciosa storia dei Grillo, padre e figlio. Vedo un padre disperato che si affanna a giustificare suo figlio: «Si stavano divertendo». Ma come è possibile che il sesso di gruppo sia diventato un “divertimento” giustificato? Divertimenti che comunque lasciano l’amaro in bocca, o forse no, se ormai i limiti non si sa neanche dove stanno di casa. E dopo tanti anni di battaglie delle donne per le donne, siamo ancora alle donne oggetto, strumenti che non dovrebbero neanche ribellarsi. Però anche alle ragazze vorrei dire: siate più accorte, non pensate di essere le più furbe, quelle a cui non può capitare, meglio perdere una serata “divertente” che trovarsi a piangere dopo. Mi rendo conto che può sembrare la predica di una nonna che come, diceva De André, «dà buoni consigli se non può dare cattivo esempio», ma un po’ di riflessioni su certi episodi penso siano doverose. E ai Grillo, padre e figlio, direi: lasciate fare il suo corso alla legge e forse da un brutto episodio può venir fuori un positivo cambio di passo nella vita di Ciro, ancora giovane e perciò in grado di rimettere in squadra la sua vita.

GIOVANNA CANEPA - Genova

Cara nonna Giovanna, le tue sono parole di saggezza in una vicenda dove tutti hanno gridato troppo, a partire dalle urla di Beppe Grillo, quando è ancora in corso un’indagine. Limitandoci alle parole di Grillo padre, tu fai notare, oltre all’ennesimo caso di una donna trattata come un oggetto, svilita e sbeffeggiata senza potersi difendere, come ci sia dietro anche un problema culturale, una mentalità sempre più diffusa per cui tutto si giustiŽca con il “divertimento”, anche il sesso di gruppo. Ognuno dovrebbe ri”ettere sulle proprie responsabilità nella misura in cui contribuisce a diffondere idee di questo genere. Giusti sono anche i tuoi consigli, che le parole di De André simpaticamente citate non sminuiscono: un po’ più di attenzione fa bene a tutti, ragazzi e ragazze. Rimane comunque la necessità di recuperare o di far valere un vero rispetto nei confronti delle donne. Troppo spesso non denunciano abusi o violenze per il timore di non essere credute, di essere ritenute delle poco di buono. Questo ai maschi non succede: c’è davvero ancora tanto cammino da fare. Per questo concludo con il messaggio di Telefono Rosa sulla vicenda Grillo: «Non siamo affatto d’accordo che un personaggio pubblico utilizzi la sua copertura mediatica per un caso personale, per cui è in corso un’indagine. Un atteggiamento questo che svilisce tutte le #donne, mettendo sempre la vittima in una posizione subalterna. Crediamo necessario sottolineare che una donna, vittima di violenza, a differenza di quanto detto nel video, spesso per paura o vergogna, denuncia anche a distanza di tempo. Non lasciamo passare un messaggio errato e purtroppo stereotipato e privo di fondamenta. Siamo furiose come donne e volontarie del Telefono Rosa».


07 maggio 2021

 
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