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sabato 25 giugno 2022
 

Siria, pulizia etnica contro i cristiani

Il presidente siriano Assad in visita al monastero di Santa Tecla a Maalula, vandalizzato dagli islamisti (Reuters).
Il presidente siriano Assad in visita al monastero di Santa Tecla a Maalula, vandalizzato dagli islamisti (Reuters).

Qualche giorno fa, papa Francesco, durante una delle omelie di Santa Marta, ha ricordato le sofferenze dei cristiani di Siria con queste parole: "Ho pianto quando ho visto sui media i cristiani crocifissi in un certo Paese non cristiano". Ora proprio dalla Siria arrivano ulteriori notizie a conferma che le azioni degli estremisti islamici che combattono il regime di Assad sono mirate non solo ad aggredire le persone ma anche a cancellare le tracce della cultura cristiana, importantissima per la storia del Paese.

Alcune delle crocifissioni cui si riferiva il Papa erano state commesse a Maalula, una piccola città (meno di 3 mila abitanti) a circa 60 chilometri dalla capitale Damasco, nota per le sue chiese e monatseri e a lungo occupata dai miliziani di Jabaat al-Nusra, uno dei gruppi seguaci di Al Qaeda. Da qualche settimana la città è tornata sotto il controllo dei governativi ed è così stato possibile un primo inventario dei danni.

Quello che si è scoperto è che le ferite inferte dai combattimenti sono state molto minori di quelle inferte per spregio dagli occupanti islamisti. Nel monastero di Santa Tecla (giovane di nobili origini che fu tra i primi seguaci di San Paolo), i locali che ospitano la tomba della santa sono stati distrutti e la sorte delle reliquie è ignota. Gravemente danneggiata, nel monastero, anche la chiesa di San Giovanni Battista: vi è stato appiccato un incendio e tutti gli arredi, gli ornamenti e persino gli affreschi sono stati saccheggiati.

Saccheggiato anche il monastero di San Sergio e Bacco, costruito all'inizio del Quarto secolo in onore di due soldati romani convertiti al cristianesimo e martirizzati. Anche in questo caso, la chiesa è stata incendiata, gli arredi trafugati, i muri imbrattati di scritte e il pavimento sotto l'altare rimosso alla ricerca di inesistenti tesori. Analogo quadro nelle storiche chiese di San Leonzio, Santa Barbara e dei Santi Cosma e Damiano. Per non parlare dei cimiteri vandalizzati e saccheggiati o delle case dei quartiere cristiano date alle fiamme.

Queste sono vere esercitazioni pratiche di pulizia etnica di cui si parla troppo poco, in omaggio alla vulgata per cui tutto ciò che è contro il dittatore Assad va comunque bene. Agli Usa e a noi, evidentemente, la lezione dell'Iraq e dell'Afghanistan non è bastata.


 

 

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06 maggio 2014

 
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