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giovedì 18 agosto 2022
 

Tante scuse alla Kyenge

Avvenne circa un anno fa. Calderoli, alla festa della Lega Nord di Treviglio, nel corso del suo comizio disse testualmente: «Quando sulla Rete vedo venir fuori la Kyenge io resto secco. Io sono anche un amante degli animali, per amor del cielo, però quando vedo uscire delle sembianze da orango io resto sconvolto». La giunta del Parlamento per le immunità si è pronunciata contro l’autorizzazione a procedere nei confronti di Calderoli, accusato di istigazione al razzismo e diffamazione aggravata. Il voto è stato trasversale e ora il partito di Renzi fa dietrofront dichiarando che in aula voterà diversamente. Eppure, un anno fa, la condanna sembrava inequivocabile e unanime. Cos’è cambiato nel frattempo? Forse che le opinioni possono mutare a seconda del contesto? Un’intervista, un comunicato stampa sono cose così diverse rispetto al voto da esprimere nel nascondimento dei lavori di commissione? È solo ipocrisia o anche calcolo politico? In ne, sento di condividere le perplessità di chi ha scritto: «Se Kyenge fosse un uomo, sarebbe così derisa? Se fosse un’ebrea, Calderoli sarebbe condannato? Se fosse una nera americana, la sentenza sarebbe diversa?».
T.D.

Mi sono ritrovato a presiedere un dibattito alla Gregoriana di Roma, presente la Kyenge, subito dopo quelle offensive parole di Calderoli. Come cittadino ho fatto le mie scuse al ministro, vergognandomi d’essere rappresentato in Parlamento da personaggi squallidi e rozzi. Ma l’ipocrisia di chi tace o di chi vuol mettere tutto a tacere, è altrettanto grave. Non c’è ragione alcuna, accordo o convenienza politica, che valga la dignità d’una persona. Purtroppo, sono questi gli esempi che noi adulti diamo ai giovani!


19 febbraio 2015

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