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lunedì 15 aprile 2024
 

Tolstoj ci insegna a puntare in alto

«Come non leggere tutte le opere di Lev Tolstoj? È una pietra miliare della letteratura mondiale ». A parlare del grande scrittore russo (1828-1910), autore di capolavori come Guerra e pace e Anna Karenina, è Dacia Maraini, scrittrice prolifica, romanziera, autrice di saggi, poesie, testi per il teatro e sceneggiature, rientrata di recente da uno dei suoi innumerevoli viaggi per il mondo. Destinazione Colombia: «Un Paese di enormi contraddizioni», osserva la scrittrice, «ricchissimo e insieme miserabile, ma dove si coltiva uno straordinario interesse per la letteratura, la poesia, il teatro». La Maraini ora sta lavorando alla stesura di una raccolta di racconti, che uscirà a settembre. Filo conduttore: la violenza sulle donne.

– Alcuni anni fa lei ha scritto un testo per il teatro intitolato Casa Tolstoj. Può raccontarne la genesi?

«Casa Tolstoj è un testo nato dalla lettura dei diari personali di Sofia Bers, la giovanissima moglie che Tolstoj sposò nel 1862 quando lei aveva appena 18 anni, mentre lui era molto più anziano. Si sposarono dopo una settimana di fidanzamento, ma già si conoscevano da tempo. Sofia era una ragazza piena di vita e di entusiasmo, ma nel suo diario lei stessa confessa che, all’epoca delle nozze, non sapeva niente dell’amore e del matrimonio. Una volta sposata, secondo l’usanza del tempo, fu obbligata ad avere una gravidanza dietro l’altra (in tutto 13). A quel tempo le ragazze non venivano educate al matrimonio, che era vissuto come un’esperienza durissima. Spesso i bambini morivano appena nati, anche tra le famiglie benestanti. E molto spesso pure le madri morivano in gravidanza».

– E Tolstoj come visse il matrimonio?

«Fu un pensatore molto aperto, moderno per la sua epoca. In questo senso ritengo molto importante il romanzo breve La sonata a Kreutzer: in quell’opera lo scrittore esprime la sua visione della famiglia e del matrimonio, il suo rapporto con l’universo femminile. È una denuncia sociale dell’istituzione del matrimonio come era visto a quel tempo e una condanna del mercimonio. Lo reputo un romanzo molto attuale: oggi parliamo di mercimonio della donna in forma differente, ma sempre mercimonio».

Lo scrittore russo Lev Tolstoj durante gli anni della vecchiaia.
Lo scrittore russo Lev Tolstoj durante gli anni della vecchiaia.

– Quanto ha influito su di lei la lettura dello scrittore russo?

«Tolstoj è stato un grande maestro: oltre che uno scrittore, era un pensatore, uno che aveva le sue idee ben definite. Allora questa definizione non esisteva, ma oggi lo chiameremmo scrittore impegnato. Guerra e pace rappresenta uno dei più grandi capolavori di sempre, il suo romanzo più complesso e completo, che offre una visione a tutto tondo del mondo».

– E Confessione?

«Confessione rappresenta l’opera della sua conversione: il cristianesimo di Tolstoj era giansenista, creaturale, molto legato all’imitazione di Cristo. Mi piace la sua visione cristiana, perché rifuggiva dalle istituzioni, era molto idealista, fondata sul senso della fratellanza, sull’insegnamento di Cristo vissuto alla lettera».

– A chi si accosta per la prima volta alla lettura di Tolstoj con quali opere consiglierebbe di cominciare?

«Con i racconti, che offrono già una panoramica sul pensiero dello scrittore. Solo in seguito consiglierei di affrontare le opere monumentali, come Guerra e pace».

– Tolstoj è ricordato anche per il suo pacifismo e il suo pensiero non-violento.

«Sì, anche in questo senso è un pensatore molto attuale. Rappresenta un esempio per il nostro tempo, perché pensava in termini di pace autentica. Per il suo tempo era un innovatore. Ma le sue idee ci ricordano che, in ogni epoca, è fondamentale porsi degli obiettivi elevati, anche se in questo modo si rischia il fallimento. Bisogna coltivare l’ottimismo e puntare sempre in alto».

la copertina del volume della Buc che comprende Confessione e La morte di Ivan Il’ic.
la copertina del volume della Buc che comprende Confessione e La morte di Ivan Il’ic.

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19 luglio 2012

 
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