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mercoledì 16 giugno 2021
 

I malvagi? Dio vuole convertirli, non annientarli

No a una fede fai da te, che riduce Dio nello spazio dei nostri desideri; no a un Dio falso idolo o usato per giustificare interessi, odio, violenza. Papa Francesco nella sua catechesi ricorda che Gesù non è solo «un buon maestro di insegnamenti etici» e mette in guardia contro chi considera Dio «solo un rifugio psicologico in cui essere rassicurati nei momenti difficili» o «soffoca la fede in un rapporto puramente intimistico con Gesù, annullando la sua spinta missionaria capace di trasformare il mondo e la storia». Spiega il Vangelo di Matteo, l'episodio in cui Giovanni Battista manda i suoi discepoli da Gesù per chiedergli se è lui quello che doveva venire o se bisognasse aspettare un altro. «Era proprio nel momento del buio, il Battista attendeva con ansia il Messia e nella sua predicazione lo aveva descritto a tinte forti, come un giudice che finalmente avrebbe instaurato il regno di Dio e purificato il suo popolo, premiando i buoni e castigando i cattivi.  Ora che Gesù ha iniziato la sua missione pubblica con uno stile molto diverso, Giovanni soffre e nel doppio buio, quello della cella e quello del cuore non capisce questo stile e vuole sapere se è proprio Lui il Messia, oppure se si deve aspettare un altro». Papa Francesco sottolinea che la risposta di Gesù, a prima vista, non sembra corrispondere alla domanda di Giovanni: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete:  i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

In realtà, dice il Papa, «Gesù risponde di essere lo strumento concreto della misericordia del Padre, che a tutti va incontro portando la consolazione e la salvezza, e in questo modo manifesta il giudizio di Dio. I ciechi, gli zoppi, i lebbrosi, i sordi, recuperano la loro dignità e non sono più esclusi per la loro malattia, i morti ritornano a vivere, mentre ai poveri è annunciata la Buona Notizia. E questa diventa la sintesi dell’agire di Gesù, che in questo modo rende visibile e tangibile l’agire stesso di Dio. Il messaggio che la Chiesa riceve da questo racconto della vita di Cristo è molto chiaro. Dio non ha mandato il suo Figlio nel mondo per punire i peccatori né per annientare i malvagi. A loro è invece rivolto l’invito alla conversione affinché, vedendo i segni della bontà divina, possano ritrovare la strada del ritorno».

E sulla parola scandalo, cioè ostacolo, Bergoglio ricorda che è proprio Gesù ad ammonire «su un particolare pericolo: se l’ostacolo a credere sono soprattutto le sue azioni di misericordia, ciò significa che si ha una falsa immagine del Messia. Beati invece coloro che, di fronte ai gesti e alle parole di Gesù, rendono gloria al Padre che è nei cieli. L’ammonimento di Gesù è sempre attuale: anche oggi l’uomo costruisce immagini di Dio che gli impediscono di gustare la sua reale presenza», mentre dovremmo impegnarci «a non frapporre alcun ostacolo all’agire misericordioso del Padre, ma domandiamo il dono di una fede grande per diventare segni e strumenti di misericordia».


07 settembre 2016

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