logo san paolo
venerdì 19 agosto 2022
 

Un Paese di santi, poeti e.... raccomandati

Sono un’abbonata e le scrivo in merito a quella signora che aveva chiesto a un prete una raccomandazione per un lavoro. Sono una neo pensionata, dopo quarant’anni di lavoro in un’azienda in cui le raccomandazioni erano all’ordine del giorno. Con assunzioni privilegiate rispetto a quelle ordinarie. Bene, si era instaurato un sistema con due pesi e due misure. I non raccomandati lavoravano, perché i raccomandati facessero carriera e avessero accesso ai vertici dell’azienda. Erano considerati dei “cretini”, oggetto di disprezzo da parte dei raccomandati. Una situazione incresciosa che si subiva, non avendo il coraggio di lasciare l’azienda. Anche perché si sperava in un miglioramento della situazione: una pia illusione! Oggi, questo sistema esiste ancora. Demoralizza chi vuole lavorare e fare carriera puntando sui concorsi e i propri talenti. Purtroppo, la raccomandazione è sempre esistita. E come tale non si può estirpare. Mi verrebbe da concludere: “povera Italia”!

ANNAMARIA S.

La raccomandazione è ancora dura da estirpare, ma credo stiamo andando verso tempi in cui varrà sempre meno, a favore di una seria preparazione, come tanti giovani hanno. E che, purtroppo, fanno valere più all’estero che in Italia. Prima o poi, avremo l’orgoglio d’essere considerati un popolo di onesti e non di furbi, che non cercano la scorciatoia e le amicizie, ma si fanno valere per i propri meriti.


19 marzo 2014

I vostri commenti
13

Stai visualizzando  dei 13 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo