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martedì 25 gennaio 2022
 

Un uragano sulle Isole Britanniche



Appena dopo il passaggio di Irene un altro violento ciclone tropicale, l’uragano Katia, ha messo in apprensione gli abitanti della costa orientale degli Stati Uniti, ma fortunatamente la tempesta si è limitata a scivolare verso nord in aperto Atlantico, sfiorando appena il continente americano. Tuttavia, una volta giunto all’altezza del New England (sempre comunque a distanza dalle coste), l’uragano è stato agganciato dalle correnti occidentali che normalmente scorrono a queste latitudini, e ha cominciato a muoversi minaccioso in direzione dell’Europa, dove è giunto proprio all’inizio di questa settimana.

Come testimoniato dall’immagine scattata da un satellite in orbita bassa della NOAA, benché in parte indebolita e senza più alcune delle tipiche caratteristiche dei cicloni tropicali, la tempesta lunedì 12 settembre ha quindi investito con grande violenza le Isole Britanniche, spazzate da venti a oltre 100 chilometri orari con raffiche che in Galles hanno toccato pure i 125 chilometri orari. Secondo gli esperti del Met Office britannico, i resti dell’uragano Katia sono la più violenta tempesta che abbia colpito il Regno Unito negli ultimi 15 anni: per trovare una tempesta più potente bisogna difatti tornare indietro all’ottobre del 1996, quando i resti di un altro ciclone tropicale, l’uragano Lili, causarono in Gran Bretagna 5 vittime e circa 150 milioni di sterline di danni.

L’ultima occasione in cui le Isole Britanniche erano state raggiunte dai resti di un violento uragano risale invece al 2009: in tale annata difatti i residui dell’uragano Bill portarono su Irlanda e Gran Bretagna abbondanti piogge accompagnate da venti assai forti.


15 settembre 2011

 
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