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mercoledì 08 dicembre 2021
 

Un video colmo di bestemmie: "Fa parte della sintassi, o non fila il discorso"

Poco tempo fa ho ricevuto da un cugino un video disgustosamente colmo di bestemmie in lingua veneziana, che ironizzava sulla vita sociale che il Covid ci costringe a fare. Sono rimasto sorpreso perché il cugino si è sempre dichiarato ed è tuttora cattolico praticante. Gli ho manifestato il mio dissenso, ma lui ha voluto giustificarsi dicendo che a Venezia questo modo di esprimersi è molto comune e non è considerato blasfemia, ma un semplice e innocuo intercalare. Ha anche aggiunto che Marco Paolini (drammaturgo, regista, attore, scrittore e produttore cinematografico veneto) dice: «Fa parte della sintassi, se cavi la bestemmia, non scorre il discorso». Francamente sono rimasto ancora più allibito e disgustato da questa giusti…cazione inconsistente e improponibile.

RENATO C.

Sono veneto anche io e so che purtroppo la bestemmia è ancora diffusa. È vero che a volte non c’è vera malizia, è sentita come un semplice intercalare, ma questa non è una giustificazione sostenibile. Prima di tutto perché esprime la volgarità e la grossolanità della persona, ma ancor più perché insulta Dio, la Madonna e i santi, ai quali è dovuto il massimo rispetto. Soprattutto se ci si dichiara credenti. Come i nostri inni non accrescono la grandezza di Dio, così le offese non intaccano la sua gloria. In †n dei conti, chi bestemmia, specialmente se lo fa con cognizione di causa, danneggia se stesso e anche chi gli sta attorno. Questo vale soprattutto per i genitori che danno in questo modo il cattivo esempio ai propri figli. Io ho avuto la gioia di avere un padre e una madre che non hanno mai nemmeno usato parole volgari, e questo mi ha fatto crescere addirittura con il fastidio nei confronti del turpiloquio. Chi fa uso di bestemmie dovrebbe comprendere il veleno che sparge attorno a sé e ravvedersi, anche semplicemente imparando a chiedere scusa quando gli sfugge una parola di troppo.


28 gennaio 2021

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