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giovedì 09 dicembre 2021
 
I consigli salute di BenEssere Aggiornamenti rss BenEssere / La salute con l'anima a cura di Giuseppe Altamore

Una nuova era: la rinascita dell’uomo religioso

Viviamo in un tempo di passaggio. Si sta per chiudere un’epoca e stiamo per transitare, forse, in un’era di maggiore consapevolezza. Si potrebbe dire che l’homo sapiens potrebbe diventare l’homo sapiens ecologicus, colui che curerà le ferite della terra e la salverà per le generazioni future. Un cambio di passo inevitabile se vogliamo sopravvivere alla minaccia del cambiamento climatico.

Non per nulla, quasi tutte le nazioni hanno aderito a suo tempo alla famosa Agenda 2030: 17 grandi obiettivi che vanno dalla giustizia alla salute alla sostenibilità ambientale. Ma quasi sempre nei suoi progetti l’uomo dimentica una dimensione che pure è connaturata con la sua stessa essenza: la trascendenza, cioè la capacità di sintonizzarsi con l’assoluto, senza la quale non spicchiamo il volo.

L’uomo moderno, imbottito di teorie materialistiche e consumistiche, ha dimenticato di essere l’homo religiosus, di essere una scintilla divina. A fare chiarezza sulla natura dell’essere umano è l’antropologo Julien Ries. I suoi studi imponenti confermano che esiste una radice culturale comune al genere umano: «Tutte le culture del mondo», scrive Ries in Symbole, mythe et rite. Constantes du sacré, «sono creazioni le cui radici affondano nell’immaginazione simbolica. La creatività dello spirito umano (artistica, poetica, letteraria, architettonica) è basata su questa funzione biologica del simbolo». Significa ricerca di un’esperienza spirituale che vada al di là delle vicende terrene. Vuol dire che abbiamo tutti una possibilità infinita di crescita e di non essere mai soli, nemmeno di fronte agli eventi più negativi della vita. Ce ne ricorderemo nel costruire il nuovo mondo dell’homo ecologicus e religiosus?


20 maggio 2021

 
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