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lunedì 03 ottobre 2022
 

Una politica "allegramente" in vacanza

La chiusura della Camera è una decisione inquietante. Ultimo di una serie di atti che svilisce le istituzioni democratiche e offende i cittadini elettori. Chiedo almeno un segno riparatorio e di decenza: che la quota corrispondente alle giornate lavorative soppresse, sia tolta ai parlamentari e destinata al finanziamento del 5 per mille, a favore delle associazioni di volontariato.
Oriana A. - Roma

All’indecenza non c’è limite. Così come all’arroganza del potere politico. Se a prevalere sono “interessi di bottega”, e si chiude il Parlamento per timore che la maggioranza vada sotto nelle votazioni, davvero abbiamo perso di vista l’interesse del Paese e il bene comune. Se c’è un momento in cui la Camera deve stare aperta, in seduta costante, è proprio questo. Lo richiederebbe la gravità del difficile momento che vive il Paese, sempre più smarrito e confuso. Se questa è la risposta che si dà ai problemi, verrebbe la tentazione di invitare i parlamentari a starsene in vacanza più a lungo. Perché già ora il Paese reale, da cui sono lontani, procede nonostante loro. Nonostante tanta insipienza e irresponsabilità. Certo, va in salita e col fiato grosso. La “casta” sa solo salvaguardare i propri interessi. E guai a toccarglieli, come proponi tu Oriana. Strillerebbero come aquile (o polli!) spennati al vivo.


10 dicembre 2010

 
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