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domenica 31 maggio 2020
 

V Domenica di Quaresima

Il racconto della risurrezione di Lazzaro, che caratterizza la quinta domenica di Quaresima, in un certo senso anticipa e prepara la conclusione del nostro itinerario, cioè il mattino di Pasqua con l’annuncio della risurrezione del Signore Gesù. Certo c’è una grande differenza tra le due, ma il tema di fondo è presente nella Scrittura e in particolare nelle letture di questa domenica, si tratta cioè del “passaggio” dalla morte alla vita. La lettura del libro dell’Esodo infatti ci fa meditare il racconto del passaggio del Mar Rosso, quando il popolo d’Israele si lascia alle spalle la schiavitù d’Egitto, per inoltrarsi nel deserto fino alla terra di Canaan, nella quale sperimenterà una nuova vita. «Il Signore durante tutta la notte risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto»; quel “passaggio” attraverso le acque è opera di Dio e rappresenta i tanti passaggi della nostra vita nei quali abbiamo potuto sperimentare qualcosa di simile, una situazione per noi impossibile da superare, un’esperienza di “morte” che invece si è trasformata in opportunità di vita, insperata e inaspettata. Un’esperienza che nella fede di Israele è rimasta come simbolo della salvezza operata da Dio, che libera dalla morte e dalla schiavitù. San Paolo invece, scrivendo ai cristiani di Efeso, riprende lo stesso tema in chiave spirituale, attraverso l’esperienza del peccato. Scrive infatti: «Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo». L’apostolo dunque associa l’esperienza del peccato con quella della morte, o meglio rende manifesto l’esito del peccato con l’immagine della “morte spirituale” e insieme rivela come sia stato invece possibile il passaggio dalla morte alla vita, cioè la misericordia di Dio ha reso possibile una “risurrezione spirituale” attraverso la Pasqua del Signore Gesù. Nella sua Pasqua infatti, il Signore ha vinto il peccato e ci ha aperto la via alla vita eterna, nel segno della fede in lui: «Per grazia infatti siete salvati mediante la fede». Infine il ritorno alla vita di Lazzaro, l’amico di Gesù, come sottolinea l’evangelista Giovanni; nel suo caso però non dovremmo usare la parola risurrezione ma ritorno alla vita, dal momento che Lazzaro, nonostante tutto, al termine della sua esistenza terrena è certamente morto una seconda volta e definitivamente deposto nel sepolcro. Ma le parole che Gesù rivolge alla sorella Marta ci indicano quale fede il Signore ci invita ad avere: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Questa domanda oggi il Signore la rivolge a tutti noi, in questo cammino che lentamente ci porta verso la Pasqua, ma più in generale nel cammino della nostra vita che ci sta portando all’incontro finale con Lui. Si tratta dunque di vivere e credere in Lui, di fare del Vangelo il nostro punto di riferimento, di guardare al Signore Gesù per seguirlo in tutti i passi della nostra vita.


26 marzo 2020

 
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