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venerdì 19 luglio 2024
 

Venerdì 1 novembre - Tutti i Santi

Lettura del Vangelo secondo Matteo (5,1-12)

In quel tempo. Vedendo le folle, il Signore Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». 

 

Dalla Parola alla vita

In questa festa di Tutti i Santi avvertiamo con più forza che il popolo di Dio è grande e variegato. La Chiesa cammina con una moltitudine di Santi che già abitano la casa del Padre. Abbiamo bisogno del loro vigore, del loro sostegno: pensiamo a quando recitiamo le “litanie dei Santi”… in qualche modo li convochiamo a pregare insieme con noi e invochiamo la loro intercessione.

Lungo la storia infatti la Chiesa ha espresso la sua unica missione di annunciare il Vangelo ed essere a servizio dell’umanità, in una sorprendente ricchezza di caratteri, idee, talenti. Chiediamo ai nostri Santi di imparare a declinare la santità nel mondo contemporaneo. I tratti della santità infatti ce li ha tracciati Gesù, e la pagina delle Beatitudini li riassume bene; ogni cristiano, sull’esempio dei Santi, è chiamato ad evidenziarne qualcuna in particolare e, senza esilaranti pretese, cercare di affascinare altri allo stesso stile, nella concretezza della sua quotidianità.

La santità infatti non è qualcosa di riservato a un’élite; le Beatitudini ci dicono che la vita beata è comunione, condivisione, camminare fianco a fianco con le persone e le loro difficoltà, è sete di giustizia. La vicinanza con le povertà altrui e con le proprie – di ordine materiale ma anche psicologico, affettivo, culturale – non allontana da Dio; i santi non sono i perfetti, ma coloro che mettono a servizio di Dio anche la propria fragilità, scoprendosi così liberi e beati.

Commento di di Chiara Zambon e Matteo De Matteis


01 novembre 2019

 
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