Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
mercoledì 29 maggio 2024
 

Via da Internet per un anno

In un post intitolato "Per un po' addio" (Goodby for now), il giornalista e scrittore statunitense David Roberts, una delle firme del blog Grist, annuncia il suo addio dal web per un anno intero. Scrive proprio così: «I’m taking a year off».

Ma sono le motivazioni che lasciano frastornati e ripropongono il tema già qui affrontato, con ampio riscontro da Facebook (oltre 26.400 persone che hanno letto il nostro post), di come le tecnologie digitali rischiamo di farci perdere il contatto con la realtà e via via di parci predere i punti di riferimento con la vita "vera".

Sentite che cosa confida David Roberts nel suo ultimo post prima dell'anno sabbatico dalla Rete:
«Internet? È stato un lavoro da sogno, l'ho amato, lo amo ancora. Ma mi ha davvero rotto. Passo ogni giorno rispondendo a un torrente in entrata di tweet e di email. Creo file. Aggiungo preferiti. Creo link. Rispondo. Copio e incollo. Copio e incollo. Copio e incollo. Tutto il giorno. Poi, durante la notte, dopo che la mia famiglia è andata a letto e il torrente di tweet, email ha finalmente rallentato al minimo, e posso pensare per più di 30 secondi di fila, cerco di scrivere qualcosa di più lungo e intelligente di 140 caratteri. Ma è difficile. Ormai penso in tweet. Ragiono in tweet. Le mie mani iniziano a tremolare se sono lontano dallo smartphone per più di 30 secondi. Non riesco neppure a fare la pipì senza sentirmi annoiato. E so che non sono l'unico che twitta in bagno, sono tanti quelli come me. Sento il bisogno di commentare tutto, di mettere un "mi piace" a tutto, di lasciare le mie tracce ovunque. Passo più tempo qui che nel mondo reale. Ho più amici qui che dal vero. E poi vivo un sacco di tempo arrabbiato, con i media, con il mondo, con la gente a caso che trovo su Twitter. E ci litigo. Ok, adesso mi serve un po' di tempo. Via da tutto questo, via da Internet, via dalla mail, via da Facebook, via da Twitter, via dai blog, via dai commenti, via dai mi piace. Ho appena fatto 40 anni, devo ripulire la mia zucca da questa robaccia».

Che ne pensate? Battaglia di retroguardia? Oppure ha ragione lui? Vi aspettiamo su Facebook (... prima che anche voi decidiate di chiudere con il web).


10 settembre 2013

 
Pubblicità
Edicola San Paolo