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martedì 21 settembre 2021
 
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VII DOMENICA DOPO PENTECOSTE - 19 LUGLIO

In questo tempo liturgico dopo la Pentecoste stiamo ripercorrendo tutto intero l’itinerario della storia della salvezza, che si richiama continuamente al cammino dell’esodo come evento fondante. Oggi in particolare il libro di Giosuè ci presenta il momento dell’ingresso nella terra promessa, attraverso il fiume Giordano; la descrizione per tanti aspetti ricorda l’altro grande attraversamento vissuto dal popolo di Israele, cioè il passaggio del Mar Rosso, segno che Dio accompagna il suo popolo.

Idealmente il cammino dell’esodo si apre e si chiude nello stesso modo: le acque prima del Mar Rosso e poi del fiume Giordano rappresentano la difficoltà, ciò che impedisce di potersi mettere in salvo e, in entrambi i casi, la potente mano di Dio interviene per aprire una strada verso la salvezza, prima attraverso Mosè e poi attraverso Giosuè. Dio si serve di qualcuno che sia disposto a fidarsi della sua parola, cioè chiede all’uomo di farsi strumento dell’opera di salvezza che intende compiere. Le grandi opere compiute da Dio passano attraverso la libertà e la disponibilità dell’uomo; in realtà tutta la storia della salvezza ha, seppur in modi e situazioni diverse, lo stesso andamento: Dio viene in soccorso al suo popolo, lo chiama a un legame di alleanza, ma ogni volta si serve di qualcuno che si rende intermediario o intercessore.

Il dono della salvezza però non è riservato solo al popolo eletto, Dio è Padre di tutti e il Vangelo di salvezza è destinato a ogni creatura, a tutti coloro che sono disposti a fidarsi della sua parola. Nel cammino verso Gerusalemme qualcuno rivolge a Gesù proprio questa domanda, sui destinatari della salvezza: «Signore sono pochi quelli che si salvano?». È una domanda che potrebbe apparire strana, in realtà è legata all’insegnamento di Gesù e al fatto che il suo annuncio non corrispondeva esattamente alle dottrine che i padri avevano tramandato, ma si rivolgeva a tutti, nessuno escluso. Gesù chiama i pubblicani e i peccatori, siede a mensa con loro, compie gesti che suscitano sconcerto e spesso riprovazione da parte dei capi e degli anziani del popolo.

Dunque la prospettiva del Signore Gesù è ampia, anche se la porta del regno è stretta: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti vi dico, cercheranno di entrare ma non ci riusciranno». Ma sembra che la porta sia stretta in particolare per coloro che credono di avere il diritto a entrarci, di avere un posto riservato; a costoro, in modo inquietante, il Signore risponderà: «Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia». I veri destinatari invece arriveranno dai quattro punti cardinali, cioè da ogni provenienza e nessuno sarà escluso: «Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio». La salvezza di Dio dunque non ha confini, non è riservata a pochi ma destinata a tutti, a tutti coloro che si lasciano guidare da Dio, attraverso i tanti “passaggi” della vita, fino all’ultimo passaggio nel suo regno di amore e di pace.


16 luglio 2020

 
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