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Il 2 aprile di diciotto anni fa moriva Karol Wojtyla. L'anniversario nel suo Paese natale è stato però caratterizzato da un attacco alla sua memoria, in scia con il documentario e il libro usciti nelle scorse settimane nei quali Giovanni Paolo II è accusato di aver coperto abusi sessuali quando era vescovo di Cracovia. L'episodio è accaduto a Lodz. Il monumento, che si trova davanti alla cattedrale, è stato in parte imbrattato con della vernice rossa e gialla, mentre sul piedistallo è scritto in bianco “Maxima Culpa”, il titolo del libro pubblicato di recente e che contiene le accuse contro Wojtyla. «Sono arrivato davanti al monumento alle sette di questa mattina. Per il primo quarto d'ora sono rimasto lì e non sapevo cosa fare. Poi ho sentito dentro di me la domanda: cosa avrebbe fatto Giovanni Paolo II? La risposta è ovvia. Avrebbe pregato per i colpevoli», ha detto l'arcivescovo di Lodz, mons. Grzegorz Ryś. In tutta la Polonia domenica si sono svolte “Marce per il Papa” proprio per ricordarlo a 18 anni dalla sua scomparsa ma anche per una forma di “protesta” contro le accuse al Pontefice polacco che tanto spazio hanno in queste settimane sui media del Paese. Le iniziative più partecipate sono state a Białystok, Varsavia, Stettino, Cracovia, dove si è tenuta una veglia di preghiera sotto il Palazzo vescovile, e Wadowice, la città natale di Wojtyla. Le marce sono state accompagnate da messe e da veglie di preghiera ma c'è comunque chi dà una valenza anche politica a queste iniziative, in vista delle elezioni politiche che si terranno il prossimo autunno (foto Ansa e Reuters)
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Il 2 aprile di diciotto anni fa moriva Karol Wojtyla. L'anniversario nel suo Paese natale è stato però caratterizzato da un attacco alla sua memoria, in scia con il documentario e il libro usciti nelle scorse settimane nei quali Giovanni Paolo II è accusato di aver coperto abusi sessuali quando era vescovo di Cracovia. L'episodio è accaduto a Lodz. Il monumento, che si trova davanti alla cattedrale, è stato in parte imbrattato con della vernice rossa e gialla, mentre sul piedistallo è scritto in bianco “Maxima Culpa”, il titolo del libro pubblicato di recente e che contiene le accuse contro Wojtyla. «Sono arrivato davanti al monumento alle sette di questa mattina. Per il primo quarto d'ora sono rimasto lì e non sapevo cosa fare. Poi ho sentito dentro di me la domanda: cosa avrebbe fatto Giovanni Paolo II? La risposta è ovvia. Avrebbe pregato per i colpevoli», ha detto l'arcivescovo di Lodz, mons. Grzegorz Ryś. In tutta la Polonia domenica si sono svolte “Marce per il Papa” proprio per ricordarlo a 18 anni dalla sua scomparsa ma anche per una forma di “protesta” contro le accuse al Pontefice polacco che tanto spazio hanno in queste settimane sui media del Paese. Le iniziative più partecipate sono state a Białystok, Varsavia, Stettino, Cracovia, dove si è tenuta una veglia di preghiera sotto il Palazzo vescovile, e Wadowice, la città natale di Wojtyla. Le marce sono state accompagnate da messe e da veglie di preghiera ma c'è comunque chi dà una valenza anche politica a queste iniziative, in vista delle elezioni politiche che si terranno il prossimo autunno (foto Ansa e Reuters)
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Il 2 aprile di diciotto anni fa moriva Karol Wojtyla. L'anniversario nel suo Paese natale è stato però caratterizzato da un attacco alla sua memoria, in scia con il documentario e il libro usciti nelle scorse settimane nei quali Giovanni Paolo II è accusato di aver coperto abusi sessuali quando era vescovo di Cracovia. L'episodio è accaduto a Lodz. Il monumento, che si trova davanti alla cattedrale, è stato in parte imbrattato con della vernice rossa e gialla, mentre sul piedistallo è scritto in bianco “Maxima Culpa”, il titolo del libro pubblicato di recente e che contiene le accuse contro Wojtyla. «Sono arrivato davanti al monumento alle sette di questa mattina. Per il primo quarto d'ora sono rimasto lì e non sapevo cosa fare. Poi ho sentito dentro di me la domanda: cosa avrebbe fatto Giovanni Paolo II? La risposta è ovvia. Avrebbe pregato per i colpevoli», ha detto l'arcivescovo di Lodz, mons. Grzegorz Ryś. In tutta la Polonia domenica si sono svolte “Marce per il Papa” proprio per ricordarlo a 18 anni dalla sua scomparsa ma anche per una forma di “protesta” contro le accuse al Pontefice polacco che tanto spazio hanno in queste settimane sui media del Paese. Le iniziative più partecipate sono state a Białystok, Varsavia, Stettino, Cracovia, dove si è tenuta una veglia di preghiera sotto il Palazzo vescovile, e Wadowice, la città natale di Wojtyla. Le marce sono state accompagnate da messe e da veglie di preghiera ma c'è comunque chi dà una valenza anche politica a queste iniziative, in vista delle elezioni politiche che si terranno il prossimo autunno (foto Ansa e Reuters)
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Il 2 aprile di diciotto anni fa moriva Karol Wojtyla. L'anniversario nel suo Paese natale è stato però caratterizzato da un attacco alla sua memoria, in scia con il documentario e il libro usciti nelle scorse settimane nei quali Giovanni Paolo II è accusato di aver coperto abusi sessuali quando era vescovo di Cracovia. L'episodio è accaduto a Lodz. Il monumento, che si trova davanti alla cattedrale, è stato in parte imbrattato con della vernice rossa e gialla, mentre sul piedistallo è scritto in bianco “Maxima Culpa”, il titolo del libro pubblicato di recente e che contiene le accuse contro Wojtyla. «Sono arrivato davanti al monumento alle sette di questa mattina. Per il primo quarto d'ora sono rimasto lì e non sapevo cosa fare. Poi ho sentito dentro di me la domanda: cosa avrebbe fatto Giovanni Paolo II? La risposta è ovvia. Avrebbe pregato per i colpevoli», ha detto l'arcivescovo di Lodz, mons. Grzegorz Ryś. In tutta la Polonia domenica si sono svolte “Marce per il Papa” proprio per ricordarlo a 18 anni dalla sua scomparsa ma anche per una forma di “protesta” contro le accuse al Pontefice polacco che tanto spazio hanno in queste settimane sui media del Paese. Le iniziative più partecipate sono state a Białystok, Varsavia, Stettino, Cracovia, dove si è tenuta una veglia di preghiera sotto il Palazzo vescovile, e Wadowice, la città natale di Wojtyla. Le marce sono state accompagnate da messe e da veglie di preghiera ma c'è comunque chi dà una valenza anche politica a queste iniziative, in vista delle elezioni politiche che si terranno il prossimo autunno (foto Ansa e Reuters)
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Il 2 aprile di diciotto anni fa moriva Karol Wojtyla. L'anniversario nel suo Paese natale è stato però caratterizzato da un attacco alla sua memoria, in scia con il documentario e il libro usciti nelle scorse settimane nei quali Giovanni Paolo II è accusato di aver coperto abusi sessuali quando era vescovo di Cracovia. L'episodio è accaduto a Lodz. Il monumento, che si trova davanti alla cattedrale, è stato in parte imbrattato con della vernice rossa e gialla, mentre sul piedistallo è scritto in bianco “Maxima Culpa”, il titolo del libro pubblicato di recente e che contiene le accuse contro Wojtyla. «Sono arrivato davanti al monumento alle sette di questa mattina. Per il primo quarto d'ora sono rimasto lì e non sapevo cosa fare. Poi ho sentito dentro di me la domanda: cosa avrebbe fatto Giovanni Paolo II? La risposta è ovvia. Avrebbe pregato per i colpevoli», ha detto l'arcivescovo di Lodz, mons. Grzegorz Ryś. In tutta la Polonia domenica si sono svolte “Marce per il Papa” proprio per ricordarlo a 18 anni dalla sua scomparsa ma anche per una forma di “protesta” contro le accuse al Pontefice polacco che tanto spazio hanno in queste settimane sui media del Paese. Le iniziative più partecipate sono state a Białystok, Varsavia, Stettino, Cracovia, dove si è tenuta una veglia di preghiera sotto il Palazzo vescovile, e Wadowice, la città natale di Wojtyla. Le marce sono state accompagnate da messe e da veglie di preghiera ma c'è comunque chi dà una valenza anche politica a queste iniziative, in vista delle elezioni politiche che si terranno il prossimo autunno (foto Ansa e Reuters)
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Il 2 aprile di diciotto anni fa moriva Karol Wojtyla. L'anniversario nel suo Paese natale è stato però caratterizzato da un attacco alla sua memoria, in scia con il documentario e il libro usciti nelle scorse settimane nei quali Giovanni Paolo II è accusato di aver coperto abusi sessuali quando era vescovo di Cracovia. L'episodio è accaduto a Lodz. Il monumento, che si trova davanti alla cattedrale, è stato in parte imbrattato con della vernice rossa e gialla, mentre sul piedistallo è scritto in bianco “Maxima Culpa”, il titolo del libro pubblicato di recente e che contiene le accuse contro Wojtyla. «Sono arrivato davanti al monumento alle sette di questa mattina. Per il primo quarto d'ora sono rimasto lì e non sapevo cosa fare. Poi ho sentito dentro di me la domanda: cosa avrebbe fatto Giovanni Paolo II? La risposta è ovvia. Avrebbe pregato per i colpevoli», ha detto l'arcivescovo di Lodz, mons. Grzegorz Ryś. In tutta la Polonia domenica si sono svolte “Marce per il Papa” proprio per ricordarlo a 18 anni dalla sua scomparsa ma anche per una forma di “protesta” contro le accuse al Pontefice polacco che tanto spazio hanno in queste settimane sui media del Paese. Le iniziative più partecipate sono state a Białystok, Varsavia, Stettino, Cracovia, dove si è tenuta una veglia di preghiera sotto il Palazzo vescovile, e Wadowice, la città natale di Wojtyla. Le marce sono state accompagnate da messe e da veglie di preghiera ma c'è comunque chi dà una valenza anche politica a queste iniziative, in vista delle elezioni politiche che si terranno il prossimo autunno (foto Ansa e Reuters)
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Il 2 aprile di diciotto anni fa moriva Karol Wojtyla. L'anniversario nel suo Paese natale è stato però caratterizzato da un attacco alla sua memoria, in scia con il documentario e il libro usciti nelle scorse settimane nei quali Giovanni Paolo II è accusato di aver coperto abusi sessuali quando era vescovo di Cracovia. L'episodio è accaduto a Lodz. Il monumento, che si trova davanti alla cattedrale, è stato in parte imbrattato con della vernice rossa e gialla, mentre sul piedistallo è scritto in bianco “Maxima Culpa”, il titolo del libro pubblicato di recente e che contiene le accuse contro Wojtyla. «Sono arrivato davanti al monumento alle sette di questa mattina. Per il primo quarto d'ora sono rimasto lì e non sapevo cosa fare. Poi ho sentito dentro di me la domanda: cosa avrebbe fatto Giovanni Paolo II? La risposta è ovvia. Avrebbe pregato per i colpevoli», ha detto l'arcivescovo di Lodz, mons. Grzegorz Ryś. In tutta la Polonia domenica si sono svolte “Marce per il Papa” proprio per ricordarlo a 18 anni dalla sua scomparsa ma anche per una forma di “protesta” contro le accuse al Pontefice polacco che tanto spazio hanno in queste settimane sui media del Paese. Le iniziative più partecipate sono state a Białystok, Varsavia, Stettino, Cracovia, dove si è tenuta una veglia di preghiera sotto il Palazzo vescovile, e Wadowice, la città natale di Wojtyla. Le marce sono state accompagnate da messe e da veglie di preghiera ma c'è comunque chi dà una valenza anche politica a queste iniziative, in vista delle elezioni politiche che si terranno il prossimo autunno (foto Ansa e Reuters)
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Il 2 aprile di diciotto anni fa moriva Karol Wojtyla. L'anniversario nel suo Paese natale è stato però caratterizzato da un attacco alla sua memoria, in scia con il documentario e il libro usciti nelle scorse settimane nei quali Giovanni Paolo II è accusato di aver coperto abusi sessuali quando era vescovo di Cracovia. L'episodio è accaduto a Lodz. Il monumento, che si trova davanti alla cattedrale, è stato in parte imbrattato con della vernice rossa e gialla, mentre sul piedistallo è scritto in bianco “Maxima Culpa”, il titolo del libro pubblicato di recente e che contiene le accuse contro Wojtyla. «Sono arrivato davanti al monumento alle sette di questa mattina. Per il primo quarto d'ora sono rimasto lì e non sapevo cosa fare. Poi ho sentito dentro di me la domanda: cosa avrebbe fatto Giovanni Paolo II? La risposta è ovvia. Avrebbe pregato per i colpevoli», ha detto l'arcivescovo di Lodz, mons. Grzegorz Ryś. In tutta la Polonia domenica si sono svolte “Marce per il Papa” proprio per ricordarlo a 18 anni dalla sua scomparsa ma anche per una forma di “protesta” contro le accuse al Pontefice polacco che tanto spazio hanno in queste settimane sui media del Paese. Le iniziative più partecipate sono state a Białystok, Varsavia, Stettino, Cracovia, dove si è tenuta una veglia di preghiera sotto il Palazzo vescovile, e Wadowice, la città natale di Wojtyla. Le marce sono state accompagnate da messe e da veglie di preghiera ma c'è comunque chi dà una valenza anche politica a queste iniziative, in vista delle elezioni politiche che si terranno il prossimo autunno (foto Ansa e Reuters)
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Il 2 aprile di diciotto anni fa moriva Karol Wojtyla. L'anniversario nel suo Paese natale è stato però caratterizzato da un attacco alla sua memoria, in scia con il documentario e il libro usciti nelle scorse settimane nei quali Giovanni Paolo II è accusato di aver coperto abusi sessuali quando era vescovo di Cracovia. L'episodio è accaduto a Lodz. Il monumento, che si trova davanti alla cattedrale, è stato in parte imbrattato con della vernice rossa e gialla, mentre sul piedistallo è scritto in bianco “Maxima Culpa”, il titolo del libro pubblicato di recente e che contiene le accuse contro Wojtyla. «Sono arrivato davanti al monumento alle sette di questa mattina. Per il primo quarto d'ora sono rimasto lì e non sapevo cosa fare. Poi ho sentito dentro di me la domanda: cosa avrebbe fatto Giovanni Paolo II? La risposta è ovvia. Avrebbe pregato per i colpevoli», ha detto l'arcivescovo di Lodz, mons. Grzegorz Ryś. In tutta la Polonia domenica si sono svolte “Marce per il Papa” proprio per ricordarlo a 18 anni dalla sua scomparsa ma anche per una forma di “protesta” contro le accuse al Pontefice polacco che tanto spazio hanno in queste settimane sui media del Paese. Le iniziative più partecipate sono state a Białystok, Varsavia, Stettino, Cracovia, dove si è tenuta una veglia di preghiera sotto il Palazzo vescovile, e Wadowice, la città natale di Wojtyla. Le marce sono state accompagnate da messe e da veglie di preghiera ma c'è comunque chi dà una valenza anche politica a queste iniziative, in vista delle elezioni politiche che si terranno il prossimo autunno (foto Ansa e Reuters)
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Il 2 aprile di diciotto anni fa moriva Karol Wojtyla. L'anniversario nel suo Paese natale è stato però caratterizzato da un attacco alla sua memoria, in scia con il documentario e il libro usciti nelle scorse settimane nei quali Giovanni Paolo II è accusato di aver coperto abusi sessuali quando era vescovo di Cracovia. L'episodio è accaduto a Lodz. Il monumento, che si trova davanti alla cattedrale, è stato in parte imbrattato con della vernice rossa e gialla, mentre sul piedistallo è scritto in bianco “Maxima Culpa”, il titolo del libro pubblicato di recente e che contiene le accuse contro Wojtyla. «Sono arrivato davanti al monumento alle sette di questa mattina. Per il primo quarto d'ora sono rimasto lì e non sapevo cosa fare. Poi ho sentito dentro di me la domanda: cosa avrebbe fatto Giovanni Paolo II? La risposta è ovvia. Avrebbe pregato per i colpevoli», ha detto l'arcivescovo di Lodz, mons. Grzegorz Ryś. In tutta la Polonia domenica si sono svolte “Marce per il Papa” proprio per ricordarlo a 18 anni dalla sua scomparsa ma anche per una forma di “protesta” contro le accuse al Pontefice polacco che tanto spazio hanno in queste settimane sui media del Paese. Le iniziative più partecipate sono state a Białystok, Varsavia, Stettino, Cracovia, dove si è tenuta una veglia di preghiera sotto il Palazzo vescovile, e Wadowice, la città natale di Wojtyla. Le marce sono state accompagnate da messe e da veglie di preghiera ma c'è comunque chi dà una valenza anche politica a queste iniziative, in vista delle elezioni politiche che si terranno il prossimo autunno (foto Ansa e Reuters)
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Il 2 aprile di diciotto anni fa moriva Karol Wojtyla. L'anniversario nel suo Paese natale è stato però caratterizzato da un attacco alla sua memoria, in scia con il documentario e il libro usciti nelle scorse settimane nei quali Giovanni Paolo II è accusato di aver coperto abusi sessuali quando era vescovo di Cracovia. L'episodio è accaduto a Lodz. Il monumento, che si trova davanti alla cattedrale, è stato in parte imbrattato con della vernice rossa e gialla, mentre sul piedistallo è scritto in bianco “Maxima Culpa”, il titolo del libro pubblicato di recente e che contiene le accuse contro Wojtyla. «Sono arrivato davanti al monumento alle sette di questa mattina. Per il primo quarto d'ora sono rimasto lì e non sapevo cosa fare. Poi ho sentito dentro di me la domanda: cosa avrebbe fatto Giovanni Paolo II? La risposta è ovvia. Avrebbe pregato per i colpevoli», ha detto l'arcivescovo di Lodz, mons. Grzegorz Ryś. In tutta la Polonia domenica si sono svolte “Marce per il Papa” proprio per ricordarlo a 18 anni dalla sua scomparsa ma anche per una forma di “protesta” contro le accuse al Pontefice polacco che tanto spazio hanno in queste settimane sui media del Paese. Le iniziative più partecipate sono state a Białystok, Varsavia, Stettino, Cracovia, dove si è tenuta una veglia di preghiera sotto il Palazzo vescovile, e Wadowice, la città natale di Wojtyla. Le marce sono state accompagnate da messe e da veglie di preghiera ma c'è comunque chi dà una valenza anche politica a queste iniziative, in vista delle elezioni politiche che si terranno il prossimo autunno (foto Ansa e Reuters)
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Il 2 aprile di diciotto anni fa moriva Karol Wojtyla. L'anniversario nel suo Paese natale è stato però caratterizzato da un attacco alla sua memoria, in scia con il documentario e il libro usciti nelle scorse settimane nei quali Giovanni Paolo II è accusato di aver coperto abusi sessuali quando era vescovo di Cracovia. L'episodio è accaduto a Lodz. Il monumento, che si trova davanti alla cattedrale, è stato in parte imbrattato con della vernice rossa e gialla, mentre sul piedistallo è scritto in bianco “Maxima Culpa”, il titolo del libro pubblicato di recente e che contiene le accuse contro Wojtyla. «Sono arrivato davanti al monumento alle sette di questa mattina. Per il primo quarto d'ora sono rimasto lì e non sapevo cosa fare. Poi ho sentito dentro di me la domanda: cosa avrebbe fatto Giovanni Paolo II? La risposta è ovvia. Avrebbe pregato per i colpevoli», ha detto l'arcivescovo di Lodz, mons. Grzegorz Ryś. In tutta la Polonia domenica si sono svolte “Marce per il Papa” proprio per ricordarlo a 18 anni dalla sua scomparsa ma anche per una forma di “protesta” contro le accuse al Pontefice polacco che tanto spazio hanno in queste settimane sui media del Paese. Le iniziative più partecipate sono state a Białystok, Varsavia, Stettino, Cracovia, dove si è tenuta una veglia di preghiera sotto il Palazzo vescovile, e Wadowice, la città natale di Wojtyla. Le marce sono state accompagnate da messe e da veglie di preghiera ma c'è comunque chi dà una valenza anche politica a queste iniziative, in vista delle elezioni politiche che si terranno il prossimo autunno (foto Ansa e Reuters)
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Il 2 aprile di diciotto anni fa moriva Karol Wojtyla. L'anniversario nel suo Paese natale è stato però caratterizzato da un attacco alla sua memoria, in scia con il documentario e il libro usciti nelle scorse settimane nei quali Giovanni Paolo II è accusato di aver coperto abusi sessuali quando era vescovo di Cracovia. L'episodio è accaduto a Lodz. Il monumento, che si trova davanti alla cattedrale, è stato in parte imbrattato con della vernice rossa e gialla, mentre sul piedistallo è scritto in bianco “Maxima Culpa”, il titolo del libro pubblicato di recente e che contiene le accuse contro Wojtyla. «Sono arrivato davanti al monumento alle sette di questa mattina. Per il primo quarto d'ora sono rimasto lì e non sapevo cosa fare. Poi ho sentito dentro di me la domanda: cosa avrebbe fatto Giovanni Paolo II? La risposta è ovvia. Avrebbe pregato per i colpevoli», ha detto l'arcivescovo di Lodz, mons. Grzegorz Ryś. In tutta la Polonia domenica si sono svolte “Marce per il Papa” proprio per ricordarlo a 18 anni dalla sua scomparsa ma anche per una forma di “protesta” contro le accuse al Pontefice polacco che tanto spazio hanno in queste settimane sui media del Paese. Le iniziative più partecipate sono state a Białystok, Varsavia, Stettino, Cracovia, dove si è tenuta una veglia di preghiera sotto il Palazzo vescovile, e Wadowice, la città natale di Wojtyla. Le marce sono state accompagnate da messe e da veglie di preghiera ma c'è comunque chi dà una valenza anche politica a queste iniziative, in vista delle elezioni politiche che si terranno il prossimo autunno (foto Ansa e Reuters)
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Il 2 aprile di diciotto anni fa moriva Karol Wojtyla. L'anniversario nel suo Paese natale è stato però caratterizzato da un attacco alla sua memoria, in scia con il documentario e il libro usciti nelle scorse settimane nei quali Giovanni Paolo II è accusato di aver coperto abusi sessuali quando era vescovo di Cracovia. L'episodio è accaduto a Lodz. Il monumento, che si trova davanti alla cattedrale, è stato in parte imbrattato con della vernice rossa e gialla, mentre sul piedistallo è scritto in bianco “Maxima Culpa”, il titolo del libro pubblicato di recente e che contiene le accuse contro Wojtyla. «Sono arrivato davanti al monumento alle sette di questa mattina. Per il primo quarto d'ora sono rimasto lì e non sapevo cosa fare. Poi ho sentito dentro di me la domanda: cosa avrebbe fatto Giovanni Paolo II? La risposta è ovvia. Avrebbe pregato per i colpevoli», ha detto l'arcivescovo di Lodz, mons. Grzegorz Ryś. In tutta la Polonia domenica si sono svolte “Marce per il Papa” proprio per ricordarlo a 18 anni dalla sua scomparsa ma anche per una forma di “protesta” contro le accuse al Pontefice polacco che tanto spazio hanno in queste settimane sui media del Paese. Le iniziative più partecipate sono state a Białystok, Varsavia, Stettino, Cracovia, dove si è tenuta una veglia di preghiera sotto il Palazzo vescovile, e Wadowice, la città natale di Wojtyla. Le marce sono state accompagnate da messe e da veglie di preghiera ma c'è comunque chi dà una valenza anche politica a queste iniziative, in vista delle elezioni politiche che si terranno il prossimo autunno (foto Ansa e Reuters)
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Il 2 aprile di diciotto anni fa moriva Karol Wojtyla. L'anniversario nel suo Paese natale è stato però caratterizzato da un attacco alla sua memoria, in scia con il documentario e il libro usciti nelle scorse settimane nei quali Giovanni Paolo II è accusato di aver coperto abusi sessuali quando era vescovo di Cracovia. L'episodio è accaduto a Lodz. Il monumento, che si trova davanti alla cattedrale, è stato in parte imbrattato con della vernice rossa e gialla, mentre sul piedistallo è scritto in bianco “Maxima Culpa”, il titolo del libro pubblicato di recente e che contiene le accuse contro Wojtyla. «Sono arrivato davanti al monumento alle sette di questa mattina. Per il primo quarto d'ora sono rimasto lì e non sapevo cosa fare. Poi ho sentito dentro di me la domanda: cosa avrebbe fatto Giovanni Paolo II? La risposta è ovvia. Avrebbe pregato per i colpevoli», ha detto l'arcivescovo di Lodz, mons. Grzegorz Ryś. In tutta la Polonia domenica si sono svolte “Marce per il Papa” proprio per ricordarlo a 18 anni dalla sua scomparsa ma anche per una forma di “protesta” contro le accuse al Pontefice polacco che tanto spazio hanno in queste settimane sui media del Paese. Le iniziative più partecipate sono state a Białystok, Varsavia, Stettino, Cracovia, dove si è tenuta una veglia di preghiera sotto il Palazzo vescovile, e Wadowice, la città natale di Wojtyla. Le marce sono state accompagnate da messe e da veglie di preghiera ma c'è comunque chi dà una valenza anche politica a queste iniziative, in vista delle elezioni politiche che si terranno il prossimo autunno (foto Ansa e Reuters)
La Polonia in piazza per "difendere" Giovanni Paolo II. A Lodz profanato il monumento

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