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Immagini di viaggio di un Kenya che non ti aspetti

07/11/2015A diverse ore di fuoristrada a nord-est di Nairobi, le regioni di Meru e Isiolo presentano la parte via via più arida del Paese africano, che a tratti somiglia più alla vicina Somalia, dov’è più facile incontrare cammelli che vacche, e i somali sono una componente importante della popolazione. Vi siamo andati insieme ai volontari della Lvia, Ong di Cuneo che da oltre 40 anni opera in queste contee remote. In stretta sinergia con i missionari della Consolata e con la Chiesa locale, hanno realizzato il “miracolo” di portare l’acqua dove non c’era, attraverso un gigantesco lavoro di costruzione di acquedotti e condotte per centinaia di chilometri. Ma anche attraverso la formazione alla gestione, che ha permesso alla gente che ne usufruisce di imparare a gestire le strutture. Un raro esempio di “acqua bene comune”.

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    Ragazze samburu nella regione di Isiolo.
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    Contea di Isiolo. Siamo alla vigilia della stagione delle grandi piogge, il momento in cui il clima è più secco.
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    Contea di Isiolo.
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    Contea di Isiolo.
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    Contea di Isiolo.
  • 6-DSC_0689_Photo©Alessandro_Rocca
    Bambina di etnia somala. La regione al confine col Paese del Corno d'Africa, è abitato da una componente significativa di popolazione somala.
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    Donna in attesa di prendere l'acqua.
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    Una delle due captazioni dell'acquedotto di Muthambi, a 1.400 metri d’altitudine, nella contea di Meru.
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    Una famiglia che si è allacciata all'acquedotto. Racconta di aver cambiato significativamente non solo la qualità della vita, ma anche la propria economia, piantando frutta e verdura.
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    Il bacino artificiale sul monte Nyambene, capace di 60 mila metri cubi d'acqua, costruito tutto con pale e picconi.
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    Le vasche di decantazione dell'acquedotto del monte Nyambene.
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    Piantagione di the sul monte Nyambene.
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    Una donna torna a casa con la tanica da 20 litri sulle spalle.
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    Un gregge portato ad abbeverarsi al fiume Ewaso Ng’iro, l'unico che attraversa la contea di Isiolo.
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    Un pastore di cammelli all'abbeveratoio.
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    Al fiume Ewaso Ngi'ro.
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    Nella cittadina di Isiolo.
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    Un punto di distribuzione rurale d'acqua.
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    Contea di Isiolo.
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    Per risparmiare fatica le donne (a cui è demandato il compito di procurare l'acqua) spesso spingono la tanica anziché portarla in spalla.
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    In attesa della distribuzione al villaggio di Dadacha Basa (contea di Isiolo).
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    Date le alte temperature, anziché stare in fila sotto il sole, la gente lascia "in coda" le taniche.
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    Qui a Dadacha Basa ancora non è stato possibile arrivare con le condotte di acquedotto. L'acqua, quando l'aridità è massima, viene portata con le autobotti e caricata su cisterne.
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    Villaggio di Dadacha Basa (Isiolo).
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    Si riempiono le taniche.
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    Il fiume Ewaso Ngi'ro si riduce a un rigagnolo, nei mesi secchi.
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    Villaggio di Dadacha Basa.
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    Villaggio di Dadacha Basa.
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    Lia Curcio e Tommaso Menini, dello staff della Lvia. Il team è completato dall'amministratore Bledar Zajmi, la rappresentante Paese Maurizia Sandrini, il volontario "veterano" (da 37 anni in Kenya) Enrico Gorfer.
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    Enrico Gorfer accanto al ritratto che gli è stato dedicato in un bar di Meru. Sotto, la scritta: "Acqua per la vita".
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    Fratel Peppino Argese, missionario della Consolata. E' uno dei tre "signori dell'acqua" (insieme a Enrico della Lvia e a Andrea Botta) che ha lavorato per oltre mezzo secolo per realizzare captazioni e acquedotti in queste regioni aride.
  • 32-DSC_1033_Photo©Alessandro_Rocca
    Andrea Botta. Ora si occupa principalmente di produzione equosolidale destinata all'Italia (per Altromercato), all'Irlanda, al Regno Unito, al Giappone.
 
 
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