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martedì 24 maggio 2022
 
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Qualcosa di diverso

14/02/2014La storia di un ristorante nato nell’Ex Fadda di San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi.


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    «Qualcosa di diverso» è lo slogan che accompagna i clienti di XFood, un ristorante tutto speciale che apre a febbraio nei locali dell’Ex Fadda di San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi. Sì, perché la diversità è la chiave del locale: nei 50 posti a sedere all’interno e nei 100 all’esterno, non c’è una sedia, un tavolo, un piatto, una posata uguale ad un’altra. © Martina Leo/XfOTO
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    Ma, soprattutto, per la prima volta in Puglia, a cucinare e servire le pietanze, rigorosamente con prodotti a filiera corta, saranno 32 disabili del Brindisino. © Martina Leo/XfOTO
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    Un gruppo molto eterogeneo, ma unito. Ne accenna alcune storie Roberto Covolo, project manager dell’Ex Fadda: «C’è Antonio, un ragazzo down con una solida rete familiare alle spalle che sta entrando a pieno nel progetto, Pierangelo, un ragazzo con disagio psichiatrico legato ai suoi problemi fisici, che cerca “la propria posizione nel mondo”, oppure adulti di una certa età, esodati o licenziati perché disabili e caduti in depressione». © Martina Leo/XfOTO
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    In questi giorni, stanno aiutando a preparare i locali insieme ad alcuni cittadini. Tutti gli arredi sono il risultato di cantieri di restauro, falegnameria e sartoria. Poi, stanno frequentando un corso di formazione con lo chef stellato Sebastiano Angelo e imparando a curare l’orto, perché quel che si mangerà sarà spesso autoprodotto. © Martina Leo/XfOTO
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    XFood, infatti, realizzato dal Centro culturale Ex Fadda e il Consorzio di cooperative sociali Nuvola, è inserito nelle attività di orticoltura e ristorazione a chilometro zero previste nell’ex stabilimento enologico “Dentice di Frasso” di San Vito. 15mila metri quadrati che un gruppo di associazioni e di giovani sta trasformando in un contenitore culturale al servizio del territorio. © Martina Leo/XfOTO
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    dopo una ludoteca, un centro per la prima infanzia, un farmers market (mercato dei contadini), laboratori per la musica, la fotografia, l’audiovideo, l’artigianato e la pittura, spazi per l’associazionismo locale, spazi eventi al coperto e all’aperto e un bar, nelle vecchie “stalle del Principe” sorge ora XFood, unendo innovazione sociale, creatività e inclusione. © Martina Leo/XfOTO
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    Le attività di formazione di questi primi giorni sono servite per creare un clima di fiducia nel gruppo. Racconta Covolo: «Certo abbiamo puntato sul trasmettere competenze, ma soprattutto sul far sentire le persone con disabilità protagoniste di quest’avventura. © Martina Leo/XfOTO
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    Non abbiamo voluto evidenziare i punti di debolezza, ma le energie da liberare». Per esempio, puntando sull’autonomia e il coinvolgimento delle famiglie («nostre grandi alleate»), facilitando che i lavoratori si organizzassero per venire da soli al lavoro, con i mezzi o il car-sharing. © Martina Leo/XfOTO
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    Conclude Covolo: «Ad essere disabili non sono le persone ma i contesti, se non permettono a tutti di sviluppare le nuove risorse. Nel progetto XFood, la posizione di debolezza sta diventando un punto di forza, evangelicamente la pietra scartata dal costruttore che si trasforma in testata d’angolo». © Martina Leo/XfOTO
 
 
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