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Sud Sudan, guerra etnica, anzi no

23/02/2014Quella che viene a torto considerata una guerra tribale fra i Dinka e i Nuer è in realtà una lotta di potere fra gli uomini forti del Sud Sudan. Ma come sempre a pagare il prezzo più alto delle violenze sono i civili. Ecco cosa sta accadendo.

  • 1.Tompkin_CampUN_Juba_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
    Il testo e il reportage fotografico sono di Alessabdro Rocca.
  • 2.Tompkin_CampUN_Juba_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
    Il campo di Tomping è surreale. Oltre 22 mila persone tutte di etnia nuer che si sono rifugiate nel compound dell’Onu. La situazione è molto dura e difficile, sia dal punto di vista umanitario, che da quello sanitario, sia dal punto di vista della tensione.
  • 3.Tompkin_CampUN_Juba_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
    L’organizzazione internazionale per i migranti (Oim) provvede alla registrazione e alla distribuzione delle tessere per il ritiro anche delle razioni di cibo ad opera del Wfp, il fondo mondiale per l’alimentazione dell’Onu.
  • 4.Tompkin_CampUN_Juba_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
    Intersos (http://intersos.org) sta organizzando gli aiuti all’interno del campo, fra corridoi di filo spinato, discussioni e proteste.
  • 5.Tompkin_CampUN_Juba_Immagine002.Photo©Alessandro_Rocca
    Intersos provvede alla distribuzione di quello che viene definito non-food, coperte, taniche per l’acqua, teli contro la pioggia, che tra qualche settimana renderà la situazione insostenibile con rischio di epidemie.
  • 6.Tompkin_CampUN_Juba_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
    Bruno Tassan Viol, operatore di Intersos durante la visita al campo non nega le grandi difficoltà della situazione.
  • 7.Tompkin_CampUN_Juba_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
    Inoltre spiega che da una struttura poco lontana di notte alcuni cecchini sparano nel mucchio e solo la scorsa settimana ci sono stati nove feriti.
  • 8.Minkamann_armi_tra_sfollati_Immagine050.Photo©Alessandro_Rocca
    Con un volo messo a disposizione alle organizzazioni non governative dal World Food Program voliamo verso il campo di Minkamann, dove c’è un piccolo centro sanitario gestito dal Comitato di Collaborazione Medica di Torino (http://www.ccm-italia.org/ita), piccola Ong che da oltre 40 anni opera e lavora nelle zone rurali del Sud Sudan.
  • 9.Minkamann_CCM_activity_.Immagine014.Photo©Alessandro_Rocca
    Qui sono accampati alla meglio oltre 120 mila sfollati, per lo più fuggiti dalle atrocità di Bor, dove ci sono stati gli scontri più sanguinosi.
  • 10.Minkamann_CCM_activity_Immagine018.Photo©Alessandro_Rocca
    Gli operatori del Ccm, quasi tutti giovani Sud Sudanesi e Keniani, formati proprio dalla Ong, insieme a Medici senza frontiere (http://www.medicisenzafrontiere.it), stanno facendo fronte alla malaria, alla diarrea diffusa e ai molti casi di malnutrizione che si presentano soprattutto fra i bambini sotto i cinque anni.
  • 11.Minkamann_CCM_activity_Immagine021.Photo©Alessandro_Rocca
    Nel campo le famiglie sono accampate sotto gli alberi per proteggersi dagli oltre 40 gradi che rendono l’aria irrespirabile.
  • 12.Minkamann_CCM_activity_Immagine025.Photo©Alessandro_Rocca
    La maggior parte degli sfollati sono armati, anche se la situazione, come ancora ci spiegano gli operatori umanitari, appare per il momento tranquilla e gestibile.
  • 13.Minkamann_CCM_activity_Immagine041.Photo©Alessandro_Rocca
  • 14.Minkamann_CCM_activity_magazzino.Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
  • 14bis.Peter_E_Corrado_Di_Dio_CCM_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
  • 15.Minkamann_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
    In macchina, proseguiamo verso Yirol. La strada pare sicura.
  • 16.Ospedale_Yirol_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
    Qui, come in molti altri centri, le armi sono ovunque, distribuite alla popolazione durante i primi giorni di scontri da entrambe le fazioni. Sono armi nuove, alcune di fabbricazione cinese.
  • 17.Ospedale_Yirol_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
    L’ospedale della città è gestito da Cuamm-Medici con l’Africa, Ong di Padova, presente con due medici, il dottor Enzo Pisani e sua moglie Ottavia, che non hanno mai abbandonato il loro posto. A dar loro una mano altri quattro operatori sanitari.
  • 18.Ospedale_Yirol_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
    Il dottor Pisani deve far fronte a situazioni molto delicate. L’ospedale è pieno di soldati Dinka, molti dei quali mutilati e nonostante sia vietato introdurre armi all’interno del perimetro della struttura sanitaria, tutti hanno almeno una pistola sotto il cuscino.
  • 19.Ospedale_Yirol_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
    Assistiamo all’arrivo di un soldato Nuer ritrovato nella foresta dopo 12 giorni. Faceva parte probabilmente della cosiddetta Armata bianca, di 20 mila uomini, che avrebbe dovuto marciare su Juba, la capitale.
  • 20.Ospedale_Yirol_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
    Yirol si trova in una zona strategica, di passaggio per entrambe le fazioni in lotta per il controllo di zone come Bentiu, rasa al suolo e ora in mano ai governativi e qui nelle scorse settimane si sono concentrati decine di migliaia di soldati fedeli a Salva Kiir.
  • 21.Ospedale_Yirol_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
    Il militare Nuer deve essere operato d’urgenza ad un piede. Ma appena gli altri ricoverati vengono a conoscenza della sua presenza vogliono linciarlo. Dicono che non lascerà vivo l’ospedale. Il dotto Pisani e la moglie lo piantonano per alcune ore, tenendolo nascosto. Poi un ordine dall’alto, pare proprio del presidente Kiir, che dice che il sodato ribelle deve essere protetto e processato. Fra tensioni e concitazione viene portato fuori e trasportato in una località sicura.
  • 22.Ospedale_Yirol_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
  • 23.Ospedale_Yirol_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
  • 24.Ospedale_Yirol_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
  • 25.Ospedale_Yirol_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
  • 26.Ospedale_Yirol_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
  • 27.Ospedale_Yirol_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
    Il dottor Enzo Pisani e la sua equipe durante un intervento.
  • 28.SPLA_soldiers_Minkamann_Immagine001.Photo©Alessandro_Rocca
    Quella che non è una guerra etnica, ma dai racconti appare tale, mette gli uni contro gli altri, Dinka contro Nuer. Ad Addis Abeba sono ripresi i colloqui di pace. Colloqui subito difficili. I ribelli hanno chiesto il rilascio di alcuni prigionieri e il ritiro incondizionato dei militari ugandesi che hanno avuto un ruolo fondamentale nella battaglia per riprendere la città di Bor.
  • 29.SPLA_soldiers_Minkamann_Immagine058.Photo©Alessandro_Rocca
    Pare che nessuno dei due contendenti, sia il presidente Salva Kiir che il suo rivale Riek Machar, accetterà di meno di ciò che aveva. E sul territorio spirano forti i venti di guerra.
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