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martedi 28 aprile 2020
 
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ActionAid, un'adozione a distanza per sostenere il mondo
 

Actionaid, un’adozione a distanza per sostenere il mondo

28/04/2020 Il Coronavirus ha già sconvolto le nostre vite, ma in Asia, America Latina e Africa può causare danni irreparabili. Scopri come aiutare con ActionAid.

Le nazioni sviluppate del mondo, in questi mesi di terribile emergenza sanitaria, hanno vissuto le difficoltà e i drammi che periodicamente colpiscono i paesi più poveri, spesso soggetti a infezioni, carestie, guerre e catastrofi naturali. In una triste legge del contrappasso, il COVID-19 ha come invertito il destino dei popoli, facendoci tuttavia comprendere di quale devastante portata potrebbe essere il flagello del Coronavirus qualora si estendesse senza controllo alle aree più depresse del pianeta. La domanda è una soltanto: se l’Occidente, con tutti i suoi mezzi, è stato investito e travolto, sia a livello sanitario sia economico, che cosa potrebbe accadere ai Paesi del sud del mondo?

ActionAid si adopera senza sosta, offrendo sostegno alle popolazioni in maggiore difficoltà. Il COVID-19, infatti, è già arrivato in Asia, America Latina e Africa, colpendo comunità estremamente povere, dove la promiscuità e la mancanza di infrastrutture – abitazioni adeguate, acqua corrente con cui lavarsi spesso, servizi igienici e ospedali all’altezza – potrebbero spianare la strada al virus, con conseguenze terribili per le nazioni colpite e per il mondo intero.

Gli operatori di ActionAid in Africa si sono già attivati, formando le comunità sulle norme da attuare e distribuendo dispositivi di sicurezza: mascherine, guanti, disinfettanti. Ma c’è bisogno di maggiori risorse per prevenire il caos, e le condizioni di partenza non sono certo favorevoli. Alcuni dati, al riguardo, possono rendere l’idea: il Sudafrica, la nazione più sviluppata dell’intero continente, ha solo 1.000 posti di terapia intensiva; in Kenya, secondo i dati ufficiali del Paese, solo il 62% della popolazione ha accesso all’acqua pulita e solo il 31% a servizi igienico-sanitari.

Con queste cifre non è difficile immaginare come le più semplici e basilari misure di prevenzione, che tutti noi abbiamo da subito adottato per fermare il diffondersi dell’epidemia, siano impossibili da attuare. Una circostanza molto preoccupante anche alla luce del fatto che il sistema sanitario non è preparato ad affrontare l’emergenza: il numero dei posti letto è molto limitato e il rapporto tra il personale sanitario e la popolazione nelle contee più remote scende fino a 1 ogni 100.000 abitanti. In un Paese come il Kenya, dove lo stipendio medio è di 4-5 dollari al giorno, lockdown significa scegliere se restare a casa e morire di fame o andare nei campi e morire di virus; altrove, a fronte di una spesa raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità del 4-5%, i governi stanziano a malapena l’1,5%. E si potrebbe proseguire a lungo, anche senza considerare le pesanti conseguenze economiche, nel prossimo futuro, dovute al blocco delle attività produttive e dell’export, soprattutto con la Cina.

Le misure di contenimento attuate da alcune nazioni, come il Senegal, sono assolutamente vitali, ciononostante l’emergenza da affrontare è imponente. Dove non ci sono case, vanno portate prevenzione e risorse, ed ActionAid si impegna da sempre in questa missione con il suo know-how nella gestione delle crisi e grazie a una rete di supporto locale che porta sollievo in situazioni limite.

Supportare il lavoro dell’organizzazione e offrire un aiuto concreto a queste comunità è semplice. Basta visitare il sito di ActionAid e adottare un bambino a distanza: con soli 82 centesimi al giorno, sosterrai non solo un bambino, ma anche la sua famiglia e la sua comunità. E, idealmente, il mondo intero.