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martedì 21 maggio 2024
 

San Paolo fuori le mura. Un Anno Santo nel nome dell'unità


Quella di San Paolo fuori le mura è la basilica romana dove più si respira lo spirito ecumenico. Qui infatti ogni anno, a gennaio, il Papa celebra i Vespri con i quali si conclude la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che in occasione del Giubileo si svolgerà il 25 gennaio nella forma di una speciale celebrazione ecumenica. Lo scorso 13 dicembre, invece, il cardinale James Michael Harvey ha aperto a nome del Papa la Porta santa della basilica dedicata all’apostolo delle genti.

Quando fu celebrato il Giubileo del 2000 fu papa Giovanni Paolo II ad aprire la Porta santa in San Paolo, insieme con due rappresentanti delle altre Chiese: il metropolita ortodosso Athanasios e George Carey, arcivescovo di Canterbury, presidente della Comunione anglicana. Durante quella cerimonia, papa Wojtyla ricordò le parole di san Paolo alla comunità di Corinto: «In realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo». «Ci sentiamo direttamente interpellati da queste parole dell’apostolo delle genti», disse il Pontefice. E aggiunse: «Sappiamo di essere fratelli ancora divisi, ma ci siamo posti con decisa convinzione sulla via che conduce  alla piena unità del Corpo di Cristo».

SULLA TOMBA DELL’APOSTOLO

Lontana dal centro storico di Roma, la basilica sorge nel luogo dove furono deposte le spoglie di san Paolo. L’apostolo arrivò per la prima volta nell’anno 61 a Roma, dove fu giudicato dal tribunale imperiale e fu posto sotto custodia militare. Assolto, Paolo venne nuovamente incriminato  da Nerone come capo di un movimento collettivo (i cristiani) che attentava all’integrità delle istituzioni. Arrestato, venne rinchiuso nel carcere Mamertino e condannato alla decapitazione. La morte avvenne fra il 64 e il 67 in un luogo chiamato Aquae Salviae, lungo la via Laurentina. Lì venne edificato in seguito il complesso trappista dell’abbazia delle Tre Fontane. Le spoglie dell’apostolo, deposte in una necropoli della via Ostiense, vennero  subito venerate da parte della comunità cristiana. In breve tempo sulla tomba fu edificata una cella sepolcrale che divenne meta di fedeli e pellegrini.

La decisione di edificare sulla tomba di Paolo un edificio di culto è attribuita all’imperatore Costantino. La basilica viene consacrata il 18 novembre 324 da papa Silvestro I. In origine l’abside è orientata verso est, ma, di fronte al continuo e incessante afflusso di pellegrini, l’edificio  diventa troppo piccolo. Comincia quindi la costruzione di una basilica più imponente, questa volta orientata da est a ovest. Gli imperatori Teodosio, Arcadio e Valentiniano affidano i lavori all’architetto Ciriade. Questi edifica una struttura imponente, a cinque navate, sostenute da 80 colonne in granito, precedute da un ampio quadriportico lungo 70 metri.

Come spesso accade nelle grandi basiliche romane, l’edificio subisce trasformazioni, restauri  e abbellimenti nel corso dei secoli. Papa Leone fa ricoprire di mosaici l’arco di trionfo, papa Simmaco ristruttura l’abside e realizza piccoli alloggi per i pellegrini più poveri. Dal XIV secolo i Giubilei, che attirano pellegrinaggi alla tomba di Paolo, diventano l’occasione per importanti lavori. Nel 1575 Gregorio XIII fa aggiungere la balaustra intorno alla tomba dell’apostolo, nel 1600 Clemente VIII fa rialzare l’altare maggiore, nel 1725 Benedetto XIII affida la costruzione di un nuovo portico ad Antonio Canevari.

RINATA DALL’INCENDIO

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Questo accumulo di opere d’arte  e di bellezza venne devastato dall’incendio del 15 luglio 1823. In cinque ore di fuoco furono distrutti i tesori di quindici secoli. Le fiamme si svilupparono per colpa di uno stagnaio che, dopo aver riparato le grondaie del tetto della navata maggiore, dimenticò di spegnere il fuoco di cui si era servito. L’allarme fu dato da un buttero che passava con il suo bestiame. Stendhal visitò i resti della basilica il giorno dopo il rogo e, nelle sue Passeggiate romane, scrive: «Ne ebbi una impressione di severa beltà, triste quanto la musica di Mozart. Erano ancora vive le vestigia dolorose e terribili della sciagura, la chiesa era ancora ingombra di nere travi fumanti, semibruciate; i fusti delle colonne, spaccati per tutta la loro lunghezza, minacciavano ad ogni istante di cadere».

I danni erano gravissimi. Vi fu chi propose di abbattere definitivamente quel poco che restava, altri invece vollero mantenere ciò che si era salvato. Papa Leone XII invitò il mondo cattolico a tassarsi per la ricostruzione e stabilì che la chiesa, così come oltre un secolo dopo avverrà per l’abbazia di Montecassino, sorgesse «com’era e dov’era». Giunsero doni dal mondo intero, spediti anche dallo zar di Russia e dal re d’Egitto. La ricostruzione della basilica, del portico e del quadriportico, affidata agli architetti Luigi Poletti, Virginio Vespignani e Giuseppe Calderini ,si protrasse fino all’ultimo decennio dell’Ottocento.

Nonostante la ricostruzione, l’imponente bellezza della basilica resta intatta. Come resta immutata e intensa la devozione dei pellegrini che si accostano all’altare sotto cui riposano le spoglie di Paolo.

ORGANIZZARE LA VISITA

Il complesso di San Paolo fuori le mura (la basilica e l’abbazia benedettina) appartiene alla Santa Sede. Si trova sulla via Ostiense ed è circondato da un parco dedicato al cardinale Schuster. Si può raggiungere con la linea B della metropolitana (fermata San Paolo) o con il trenino della linea Roma-Ostia.  Come linea di superficie si può utilizzare l’autobus 23, comodo per raggiungere la basilica di San Paolo dalla zona di San Pietro.

ORARI E CELEBRAZIONI

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La basilica è aperta tutti i giorni dalle 7 alle 18.30. Le celebrazioni della comunità monastica si svolgono in basilica alle 6.35 (Lodi), 12.35 (Ora media), 18 Vespri (17, i giorni festivi). La preghiera di Compieta delle 21 si svolge all’interno del monastero. Nei feriali le Messe si celebrano alle 7, 8, 9, 10.30, 17 e 18 (prefestiva del sabato). Nei giorni festivi si aggiunge una Messa alle 12. Confessioni: ore 7.50/12.30 e 16/18.30. Per tutto il periodo del Giubileo la Porta santa si può attraversare senza necessità di prenotazione. Altre informazioni sul sito www.basilicasanpaolo.org. Telefono: 06/698.80.800.

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