Nel quartiere di corso Vercelli, a Milano, il campetto di via Dezza è tornato a vivere. In zono molti ricordano la storia di Alessandro Meszely, il ragazzo di quindici anni morto nel 2017 mentre giocava a basket proprio lì, durante un pomeriggio come tanti e dei suoi genitori, Laura e Giorgio che da allora, i hanno continuato a lasciare un girasole accanto alla rete del campo: il fiore preferito di Ale.

Quel gesto privato, fatto senza rumore per anni, nei mesi scorsi era diventato improvvisamente pubblico. Qualcuno aveva iniziato a strappare i fiori. Non solo: a un cartello lasciato dalla madre — poche parole per spiegare perché quel girasole fosse lì — era stata aggiunta una frase sprezzante, di quelle che fanno male proprio perché inutili. La vicenda aveva colpito molti milanesi, ben oltre il quartiere.

Il nuovo campetto \\\"Il girasole\\\" inaugurato a Milano in via Dezza in memoria di Alessandro Meszely.
Il nuovo campetto \\\"Il girasole\\\" inaugurato a Milano in via Dezza in memoria di Alessandro Meszely.
Il nuovo campetto "Il girasole" inaugurato a Milano in via Dezza in memoria di Alessandro Meszely.

Da lì è nata una reazione inattesa. Prima i girasoli lasciati da sconosciuti lungo la recinzione del campo, poi i messaggi, le visite, i ragazzi arrivati con un pallone sotto braccio e un fiore in mano. Una solidarietà concreta, senza grandi dichiarazioni. Anche alcuni commercianti della zona hanno partecipato regalando fiori, mentre associazioni e volontari hanno iniziato a immaginare qualcosa di più duraturo.

Così, attorno alla memoria di Alessandro, si è formato un piccolo movimento di cittadini. Non solo per ricordare un ragazzo morto troppo presto, ma anche per prendersi cura di uno spazio pubblico e restituirgli significato. Sono nati progetti per organizzare tornei, incontri sul primo soccorso e iniziative dedicate ai più giovani. L’idea di fondo è semplice: un campo da basket può essere anche un luogo di comunità.

Il 9 maggio questo percorso ha avuto un momento simbolico importante con l’inaugurazione del campetto riqualificato. Il terreno è stato ridisegnato dall’artista Francesca Cassani, con grandi girasoli e colori vivaci che hanno trasformato l’asfalto in un segno visibile di memoria condivisa. Il campo oggi si chiama “Il Girasole”: un nome scelto quasi naturalmente da chi, in questi mesi, ha continuato a frequentarlo.

Alla giornata inaugurale hanno partecipato famiglie del quartiere, amici di Alessandro, associazioni sportive e cittadini. Si è giocato a basket, naturalmente, ma il centro della giornata era altrove: nella possibilità di trasformare un gesto ostile in qualcosa di utile per tutti.

Girasoli e biglietti al campetto di basket di via Dezza lo scorso novembre 2025.
Girasoli e biglietti al campetto di basket di via Dezza lo scorso novembre 2025.
Girasoli e biglietti al campetto di basket di via Dezza lo scorso novembre a Milano. (ANSA)