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Risultati di ricerca per tag: "Auschwitz" Trovati 30 contenuti

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E morto Raphael Esrail

31 gennaio 2022

Presidente dell'Unione dei deportati, operò in Francia dove salvò molti ebrei. Venne scoperto e internato nel lager. In un libro la storia della sua deportazione e dell'amore per una ragazza che gli diede la forza per salvarsi. La nostra intervista del 2019

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I giorni della memoria

27 gennaio 2022

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche arrivarono per prime presso la città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz), scoprendo il vicino campo di concentramento e liberandone i superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente al mondo l'orrore del genocidio nazifascista; in occasione del Giorno della Memoria, History Channel (canale 411 di Sky) dedica quattro serate speciali alla tragedia che ha segnato per sempre la nostra storia. Si comincia Giovedì 27 gennaio alle 21.00 con 24 ore ad Auschwitz, il racconto di una giornata tipo nella "fabbrica della morte" basato su un documento conservato nel Centro israeliano per la memoria dell'Olocausto Yad Vashem, l'“Album di Auschwitz”; una raccolta di 200 fotografie scattate dal fotografo ufficiale del campo, il sergente Bernhard Walter, alla fine del maggio 1944, per catturare la routine degli omicidi di massa nel cosiddetto campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.

Venerdì 28 Gennaio alle 21.00 sarà la volta di Sindrome K - Il virus che salvò gli ebrei. Il film racconta un episodio di luce nella tragica vicenda degli ebrei romani dopo il rastrellamento del ghetto nel ’43; tre medici dell’Ospedale Fatebenefratelli sull’IsolaTiberina con scartoffie e sintomi falsi convinsero i generali nazisti alle porte dell'ospedale che gli ebrei ricoverati erano stati infettati da una malattia mortale e altamente contagiosa che i medici chiamavano Sindrome K, salvando così la vita a molte famiglie destinate alla deportazione e alla morte.

Da Giovedì 27 a Sabato 29 Gennaio alle 21.50 Gli schiavi di Hitler, la prima serie di documentari dedicata al lavoro forzato, esamina il sistema che ha coinvolto 13 milioni di lavoratori, organizzato dal regime. In un primo momento utilizzato per umiliare gli oppositori politici dei nazisti, i prigionieri ordinari e i cosiddetti "asociali" (compresi ebrei, sinti e rom), nel tempo, il lavoro forzato ha sostenuto l'economia di guerra, dispiegato su scala gigantesca, anche dall'industria privata. Dopo la guerra, il destino dei lavoratori forzati fu negato e nascosto e la compensazione è rimasta in gran parte simbolica o non è stata riconosciuta. La programmazione si chiude con “Diario di un nazista buono Domenica 30 Gennaio alle 21.50.

Questo film racconta la storia di Wilm Hosenfeld, un ufficiale nazista che, dopo essere stato testimone oculare del percorso dei crimini di Hitler, ha deciso di opporsi a modo suo, salvando le vittime dell'oppressione nazista ogni volta che se ne presentava l'opportunità, a rischio della propria vita. Una sessantina di persone sono sopravvissute alla guerra grazie a Wilm Hosenfeld, ma è stato solo di recente che il memoriale israeliano dell'Olocausto Yad Vashem lo ha riconosciuto come un "Giusto tra le nazioni", e anche allora, solo per aver salvato Wladyslaw Szpilman, la cui storia è stata raccontata nel film Il pianista di Roman Polanski. Catturato dai sovietici negli ultimi giorni della guerra, Hosenfeld subì brutali torture e morì in un campo di prigionia di Stalingrado nel 1952. La sua voce sopravvive in un agghiacciante diario personale che mantenne per tutta la guerra e nelle lettere che ha scritto alla moglie, che offrono un resoconto del suo crescente disgusto per il regime nazista.

Per informazioni: MNcomm: Marilena D’Asdia marilena.dasdia@mncomm.it – 3423186664

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Edith Stein, donna del dialogo e della speranza

09 agosto 2021

Convertita al cristianesimo, non rinnegò l’appartenenza al popolo ebraico ma ne condivise la sorte. Edith Stein “Ebrea, filosofa, suora e martire” morì ad Auschwitz il 9 agosto del 1942. Fu canonizzata da San Giovanni Paolo II nel 1998: ecco cosa disse di lei il santo Papa polacco (a cura di Vatican News)

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«Vi racconto la mia amicizia con Liliana Segre, l'italiana dell'anno»

28 dicembre 2018

La scrittrice e collaboratrice di Famiglia Cristiana Maria Pia Bonanate rievoca il suo rapporto con la senatrice a vita scelta dalla rivista come "italiana dell'anno" per il suo impegno, testimoniato nelle scuole e in Parlamento, a favore della memoria e contro ogni pregiudizio. L'intervista a Liliana Segre sul numero di Famiglia Cristiana in edicola. (nella foto in alto: Liliana Segre nella sua casa di Milano insieme al direttore di Famiglia Cristiana don Antonio Rizzolo. Foto di Luciano Regolo)

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