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Dopo quasi otto secoli il Crocifisso di San Damiano è tornato nella sua casa originaria. Ad accoglierlo nel piccolo santuario dove resterà fino a domenica 19 giugno, in un clima di grande commozione tanti fedeli. Dalla Basilica di Santa Chiara dove fu trasferito dalle clarisse ha fatto ritorno nel luogo dove il giovane Francesco ricevette la chiamata a lavorare per la chiesa del Signore. La momentanea traslazione è stata possibile grazie ai Frati minori dell’Umbria, alle clarisse del Protomonastero di Santa Chiara, al patrocinio della Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e del Comune di Assisi, con il placet della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici dell’Umbria. Terminati i lavori, ha avuto luogo una breve celebrazione della Parola, durante la quale è stato proclamato il brano evangelico di Lc 9,18-24 a cui è seguita la lettura di un testo delle Fonti Francescane in cui si narra proprio del primo, fondamentale, episodio di Francesco a San Damiano (FF 1411). Poi ha preso la parola il Ministro Provinciale dei Frati Minori dell’Umbria, p. Claudio Durighetto, che ha presieduto la celebrazione di accoglienza del Crocifisso. «Nell’Anno Santo Straordinario della Misericordia», ha detto, «accogliamo con devozione e con commozione questo testimone miracoloso dell’incontro di Gesù col giovane Francesco, questa reliquia della storia francescana che ha segnato la vita di Francesco e davanti alla quale ha pregato poi santa Chiara per tutta la vita nella clausura di San Damiano. Questo Crocifisso è il testimone dell’incontro di san Francesco con il Signore Gesù, negli anni della sua conversione, nel 1206. Per Francesco fu un’esperienza di fede, di Chiesa, di preghiera, di vocazione, di missione… Fu un’esperienza toccante – e indelebile – di Gesù vivo, del Cristo Signore, il “Vivente”, come lo chiama l’Apocalisse. Ci auguriamo in particolare che tanti ragazzi e ragazze possano incontrare qui il Signore della vita e possano rinnovare in qualche modo l’esperienza vocazionale del giovane Francesco: scoprirlo vivo, pieno di amore e di tenerezza; possano conoscere Colui che ci conosce e ci chiama per nome e ha progetti grandi per ciascuno»
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Dopo quasi otto secoli il Crocifisso di San Damiano è tornato nella sua casa originaria. Ad accoglierlo nel piccolo santuario dove resterà fino a domenica 19 giugno, in un clima di grande commozione tanti fedeli. Dalla Basilica di Santa Chiara dove fu trasferito dalle clarisse ha fatto ritorno nel luogo dove il giovane Francesco ricevette la chiamata a lavorare per la chiesa del Signore. La momentanea traslazione è stata possibile grazie ai Frati minori dell’Umbria, alle clarisse del Protomonastero di Santa Chiara, al patrocinio della Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e del Comune di Assisi, con il placet della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici dell’Umbria. Terminati i lavori, ha avuto luogo una breve celebrazione della Parola, durante la quale è stato proclamato il brano evangelico di Lc 9,18-24 a cui è seguita la lettura di un testo delle Fonti Francescane in cui si narra proprio del primo, fondamentale, episodio di Francesco a San Damiano (FF 1411). Poi ha preso la parola il Ministro Provinciale dei Frati Minori dell’Umbria, p. Claudio Durighetto, che ha presieduto la celebrazione di accoglienza del Crocifisso. «Nell’Anno Santo Straordinario della Misericordia», ha detto, «accogliamo con devozione e con commozione questo testimone miracoloso dell’incontro di Gesù col giovane Francesco, questa reliquia della storia francescana che ha segnato la vita di Francesco e davanti alla quale ha pregato poi santa Chiara per tutta la vita nella clausura di San Damiano. Questo Crocifisso è il testimone dell’incontro di san Francesco con il Signore Gesù, negli anni della sua conversione, nel 1206. Per Francesco fu un’esperienza di fede, di Chiesa, di preghiera, di vocazione, di missione… Fu un’esperienza toccante – e indelebile – di Gesù vivo, del Cristo Signore, il “Vivente”, come lo chiama l’Apocalisse. Ci auguriamo in particolare che tanti ragazzi e ragazze possano incontrare qui il Signore della vita e possano rinnovare in qualche modo l’esperienza vocazionale del giovane Francesco: scoprirlo vivo, pieno di amore e di tenerezza; possano conoscere Colui che ci conosce e ci chiama per nome e ha progetti grandi per ciascuno»
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Dopo quasi otto secoli il Crocifisso di San Damiano è tornato nella sua casa originaria. Ad accoglierlo nel piccolo santuario dove resterà fino a domenica 19 giugno, in un clima di grande commozione tanti fedeli. Dalla Basilica di Santa Chiara dove fu trasferito dalle clarisse ha fatto ritorno nel luogo dove il giovane Francesco ricevette la chiamata a lavorare per la chiesa del Signore. La momentanea traslazione è stata possibile grazie ai Frati minori dell’Umbria, alle clarisse del Protomonastero di Santa Chiara, al patrocinio della Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e del Comune di Assisi, con il placet della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici dell’Umbria. Terminati i lavori, ha avuto luogo una breve celebrazione della Parola, durante la quale è stato proclamato il brano evangelico di Lc 9,18-24 a cui è seguita la lettura di un testo delle Fonti Francescane in cui si narra proprio del primo, fondamentale, episodio di Francesco a San Damiano (FF 1411). Poi ha preso la parola il Ministro Provinciale dei Frati Minori dell’Umbria, p. Claudio Durighetto, che ha presieduto la celebrazione di accoglienza del Crocifisso. «Nell’Anno Santo Straordinario della Misericordia», ha detto, «accogliamo con devozione e con commozione questo testimone miracoloso dell’incontro di Gesù col giovane Francesco, questa reliquia della storia francescana che ha segnato la vita di Francesco e davanti alla quale ha pregato poi santa Chiara per tutta la vita nella clausura di San Damiano. Questo Crocifisso è il testimone dell’incontro di san Francesco con il Signore Gesù, negli anni della sua conversione, nel 1206. Per Francesco fu un’esperienza di fede, di Chiesa, di preghiera, di vocazione, di missione… Fu un’esperienza toccante – e indelebile – di Gesù vivo, del Cristo Signore, il “Vivente”, come lo chiama l’Apocalisse. Ci auguriamo in particolare che tanti ragazzi e ragazze possano incontrare qui il Signore della vita e possano rinnovare in qualche modo l’esperienza vocazionale del giovane Francesco: scoprirlo vivo, pieno di amore e di tenerezza; possano conoscere Colui che ci conosce e ci chiama per nome e ha progetti grandi per ciascuno»
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Dopo quasi otto secoli il Crocifisso di San Damiano è tornato nella sua casa originaria. Ad accoglierlo nel piccolo santuario dove resterà fino a domenica 19 giugno, in un clima di grande commozione tanti fedeli. Dalla Basilica di Santa Chiara dove fu trasferito dalle clarisse ha fatto ritorno nel luogo dove il giovane Francesco ricevette la chiamata a lavorare per la chiesa del Signore. La momentanea traslazione è stata possibile grazie ai Frati minori dell’Umbria, alle clarisse del Protomonastero di Santa Chiara, al patrocinio della Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e del Comune di Assisi, con il placet della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici dell’Umbria. Terminati i lavori, ha avuto luogo una breve celebrazione della Parola, durante la quale è stato proclamato il brano evangelico di Lc 9,18-24 a cui è seguita la lettura di un testo delle Fonti Francescane in cui si narra proprio del primo, fondamentale, episodio di Francesco a San Damiano (FF 1411). Poi ha preso la parola il Ministro Provinciale dei Frati Minori dell’Umbria, p. Claudio Durighetto, che ha presieduto la celebrazione di accoglienza del Crocifisso. «Nell’Anno Santo Straordinario della Misericordia», ha detto, «accogliamo con devozione e con commozione questo testimone miracoloso dell’incontro di Gesù col giovane Francesco, questa reliquia della storia francescana che ha segnato la vita di Francesco e davanti alla quale ha pregato poi santa Chiara per tutta la vita nella clausura di San Damiano. Questo Crocifisso è il testimone dell’incontro di san Francesco con il Signore Gesù, negli anni della sua conversione, nel 1206. Per Francesco fu un’esperienza di fede, di Chiesa, di preghiera, di vocazione, di missione… Fu un’esperienza toccante – e indelebile – di Gesù vivo, del Cristo Signore, il “Vivente”, come lo chiama l’Apocalisse. Ci auguriamo in particolare che tanti ragazzi e ragazze possano incontrare qui il Signore della vita e possano rinnovare in qualche modo l’esperienza vocazionale del giovane Francesco: scoprirlo vivo, pieno di amore e di tenerezza; possano conoscere Colui che ci conosce e ci chiama per nome e ha progetti grandi per ciascuno»
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Assisi, torna a casa il Crocifisso che parlò a San Francesco
Dopo quasi otto secoli il Crocifisso di San Damiano è tornato nella sua casa originaria. Ad accoglierlo nel piccolo santuario dove resterà fino a domenica 19 giugno, in un clima di grande commozione tanti fedeli. Dalla Basilica di Santa Chiara dove fu trasferito dalle clarisse ha fatto ritorno nel luogo dove il giovane Francesco ricevette la chiamata a lavorare per la chiesa del Signore. La momentanea traslazione è stata possibile grazie ai Frati minori dell’Umbria, alle clarisse del Protomonastero di Santa Chiara, al patrocinio della Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e del Comune di Assisi, con il placet della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici dell’Umbria.  
Terminati i lavori, ha avuto luogo una breve celebrazione della Parola, durante la quale è stato proclamato il brano evangelico di Lc 9,18-24 a cui è seguita la lettura di un testo delle Fonti Francescane in cui si narra proprio del primo, fondamentale, episodio di Francesco a San Damiano (FF 1411). Poi ha preso la parola il Ministro Provinciale dei Frati Minori dell’Umbria, p. Claudio Durighetto, che ha presieduto la celebrazione di accoglienza del Crocifisso. «Nell’Anno Santo Straordinario della Misericordia», ha detto, «accogliamo con devozione e con commozione questo testimone miracoloso dell’incontro di Gesù col giovane Francesco, questa reliquia della storia francescana che ha segnato la vita di Francesco e davanti alla quale ha pregato poi santa Chiara per tutta la vita nella clausura di San Damiano. Questo Crocifisso è il testimone dell’incontro di san Francesco con il Signore Gesù, negli anni della sua conversione, nel 1206. Per Francesco fu un’esperienza di fede, di Chiesa, di preghiera, di vocazione, di missione… Fu un’esperienza toccante – e indelebile – di Gesù vivo, del Cristo Signore, il “Vivente”, come lo chiama l’Apocalisse. Ci auguriamo in particolare che tanti ragazzi e ragazze possano incontrare qui il Signore della vita e possano rinnovare in qualche modo l’esperienza vocazionale del giovane Francesco: scoprirlo vivo, pieno di amore e di tenerezza; possano conoscere Colui che ci conosce e ci chiama per nome e ha progetti grandi per ciascuno»  

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