La donna, 56 anni, ex operatrice socio-sanitaria, ha deciso di andare in Svizzera per sottoporsi al suicidio assistito dopo il lutto che l’ha colpita nel 2021: «Da allora non vivo ma esisto. Mio figlio Marcus mi avrebbe detto: “Riprenditi, fatti un cane, vai avanti” ma io non ce la faccio». La sua vicenda, che lei stessa ha voluto raccontare, riapre il dibattito nel Regno Unito sull’eutanasia per fragilità psichiche e sul confine tra autodeterminazione e responsabilità collettiva