La banca del seme danese ha distribuito per 17 anni gameti portatori di una mutazione genetica letale, non rilevata nello sperma fornito da un donatore “seriale”, generando decine di bambini a rischio tumorale in tutta Europa. Una tragedia che riapre il dibattito sui limiti etici della fecondazione eterologa e su un mercato allergico alle regole e attento solo al profitto e in cui le vittime sono solo i bambini