Si apre per tutti un momento di profonda riflessione. Un momento di cura: per il corpo della docente, a cui va il mio più affettuoso abbraccio, e cura dello spirito e delle emozioni per il ragazzo coinvolto. Perché, ancora una volta, la scuola è chiamata non solo a insegnare, ma a comprendere, accogliere e, per quanto possibile, ricucire.