La vittoria dell'Europa League per il club orobico porta a Bergamo il secondo trofeo. La Dea trionfò 61 anni fa trionfò in Coppa Italia a San Siro contro il Torino, ma nessuno festeggiò per la scomparsa - in concomitanza con il succrsso sportivo - del bergamasco Papa Giovanni XXIII. Quasta volta Bergamo fa festa, ma in conferenza stampa l'allenatore ricorda le lacrime e i lutti che hanno scosso la città all'inizio della pandemia, dedicando questa vittoria irlandese anche ai tifosi che non ci sono più portati via dal Covid.
Questo successo continentale con la sua Atalanta è stata l'occasione per Gian Piero Gasperini per togliersi qualche sassolino dalle scarpe: «Questo club è cresciuto sempre nei risultati e lo ha fatto mantenendo i conti in ordine a differenza di quanto accade spesso in Europa e in Italia. Lo stiamo vedendo anche in questi giorni (il riferimento implicito ma diretto è alla passaggio di proprietà dell'Inter da Zhang al fondo Oaktree ndr.) non è così ed è straordinario».
Gasperini ha tirato una frecciata anche al calcio odierno in cui si parla sempre più di superleghe: «Questa era una coppa stregata, averla vinta con l'Atalanta è una di quelle favole molte rare che ogni tanto arrivano, è una cosa che dà fiducia. Alla faccia di chi parla di Superlega, abbiamo dimostrato che con le idee si può vincere».











