logo
  • Attualità
    • Italia
    • Cronaca
    • Politica
    • Mondo
    • Economia
    • Legalità e giustizia
    • Sport
    • Interviste
  • Papa
    • Papa
  • Chiesa
    • Chiesa
  • Fede e spiritualità
    • Santi
    • Devozione e fede
    • Parola del giorno
    • Santo del giorno
  • Società e valori
    • Ambiente e Creato
    • Volontariato
    • Diritti
    • Aziende di valore
    • Caso della settimana
    • Migranti
    • Diversità e inclusione
    • Costume
  • Cultura e spettacoli
    • Sanremo 2026
    • Cinema, Tv e streaming
    • Libri
    • Musica
    • Arte
  • Famiglia ed educazione
    • Genitori e figli
    • Nonni
    • Coppia
    • Scuola e giovani
    • Adolescenza
    • Bioetica
  • Riflessioni
  • Foto
  • Video
  • Podcast
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Registrati
Social
  • Riflessioni
  • Foto
  • Video
  • Podcast
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Registrati
  • Riflessioni
  • Foto
  • Video
  • Podcast
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Registrati
logo
  • Attualità
  • Papa
  • Chiesa
  • Fede e spiritualità
  • Famiglia ed educazione
  • Società e valori
  • Cultura e spettacoli
  • Attualità
    • Italia
    • Cronaca
    • Politica
    • Mondo
    • Economia
    • Legalità e giustizia
    • Sport
    • Interviste
  • Fede e spiritualità
    • Santi
    • Devozione e fede
    • Parola del giorno
    • Santo del giorno
  • Cultura e spettacoli
    • Sanremo 2026
    • Cinema, Tv e streaming
    • Libri
    • Musica
    • Arte
  • Papa
    • Papa
  • Chiesa
    • Chiesa
  • Società e valori
    • Ambiente e Creato
    • Volontariato
    • Diritti
    • Aziende di valore
    • Caso della settimana
    • Migranti
    • Diversità e inclusione
    • Costume
  • Famiglia ed educazione
    • Genitori e figli
    • Nonni
    • Coppia
    • Scuola e giovani
    • Adolescenza
    • Bioetica
Social
  • Riflessioni
  • Foto
  • Video
  • Podcast
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Registrati
Home page>Foto e video>Foto>Betlemme, l'attesa trist...

Media gallery

gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
gallery image
gallery image

Niente luci, accensione di presepi, incontri. Nella città dove è nato Gesù, in Cisgiordania, le autorità locali hanno annunciato che la comunità cristiana sospenderà i festeggiamenti pubblici per Natale come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, sotto assedio dell’esercito israeliano da quasi due mesi. Le funzioni religiose saranno comunque svolte, ma sono state annullate le manifestazioni e le parate che di solito si svolgono in città durante il periodo natalizio, e non saranno esposti addobbi pubblici. Con le stesse ragioni sono stati sospesi i festeggiamenti del Natale anche a Gerusalemme e in Giordania, il paese che ospita la più alta concentrazione di rifugiati palestinesi al mondo. Sabato 2 dicembre, con l’ingresso in città del Custode di terra Santa, padre Francesco Patton, e la celebrazione dei Primi vespri d’inizio Avvento, sono cominciale le celebrazioni. Il Custode ha celebrato nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, la messa della prima Domenica di Avvento: «Tutto ci richiama alla sobrietà in questo tempo: il colore delle vesti liturgiche, che è il viola, poi la sobrietà del cibo per non offendere chi sta soffrendo la fame; anche la sobrietà nelle luminarie e negli addobbi in vista del Natale, come è stato richiesto e suggerito dai capi delle Chiese in solidarietà con tutti quelli che stanno soffrendo a causa della guerra in Palestina, a Gaza e in Israele ma anche in molte altre parti del mondo».
Betlemme, l'attesa triste del Natale che quest'anno non si festeggerà

logo
  • I siti San Paolo
    • Gruppo editoriale San Paolo
    • BenEssere
    • TELENOVA
    • Gazzetta d'Alba
    • Il Giornalino
    • Edicola San Paolo
    • EDIZIONI SAN PAOLO
    • Credere
    • Jesus
    • GBaby
    • G-web
    • I Love English Junior
    • Vita pastorale
    • Il Cooperatore Paolino
    • Maria con te 
    • La Domenica
    • Vita pastorale
    • SETTIMANA DELLA COMUNICAZIONE
    • FESTIVAL BIBLICO
  • Note legali
    • Privacy Policy
    • Informativa Whistleblowing
  • Social