logo
  • Attualità
    • Italia
    • Cronaca
    • Politica
    • Mondo
    • Economia
    • Legalità e giustizia
    • Sport
    • Interviste
  • Papa
    • Papa
  • Chiesa
    • Chiesa
  • Fede e spiritualità
    • Santi
    • Devozione e fede
    • Parola del giorno
    • Santo del giorno
  • Società e valori
    • Ambiente e Creato
    • Volontariato
    • Diritti
    • Aziende di valore
    • Caso della settimana
    • Migranti
    • Diversità e inclusione
    • Costume
  • Cultura e spettacoli
    • Sanremo 2026
    • Cinema, Tv e streaming
    • Libri
    • Musica
    • Arte
  • Famiglia ed educazione
    • Genitori e figli
    • Nonni
    • Coppia
    • Scuola e giovani
    • Adolescenza
    • Bioetica
  • Riflessioni
  • Foto
  • Video
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Registrati
Social
  • Riflessioni
  • Foto
  • Video
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Registrati
  • Riflessioni
  • Foto
  • Video
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Registrati
logo
  • Attualità
  • Papa
  • Chiesa
  • Fede e spiritualità
  • Famiglia ed educazione
  • Società e valori
  • Cultura e spettacoli
  • Attualità
    • Italia
    • Cronaca
    • Politica
    • Mondo
    • Economia
    • Legalità e giustizia
    • Sport
    • Interviste
  • Fede e spiritualità
    • Santi
    • Devozione e fede
    • Parola del giorno
    • Santo del giorno
  • Cultura e spettacoli
    • Sanremo 2026
    • Cinema, Tv e streaming
    • Libri
    • Musica
    • Arte
  • Papa
    • Papa
  • Chiesa
    • Chiesa
  • Società e valori
    • Ambiente e Creato
    • Volontariato
    • Diritti
    • Aziende di valore
    • Caso della settimana
    • Migranti
    • Diversità e inclusione
    • Costume
  • Famiglia ed educazione
    • Genitori e figli
    • Nonni
    • Coppia
    • Scuola e giovani
    • Adolescenza
    • Bioetica
Social
  • Riflessioni
  • Foto
  • Video
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Registrati
Home page>Foto e video>Foto>Chi era il copilota Andr...

Media gallery

gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
gallery image
gallery image

Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»
Chi era il copilota Andreas Lubitz responsabile dello schianto dell'Airbus Germanwings
Aveva 28 anni, tedesco, originario di Montabaur, piccolo paese di 13mila abitanti nella regione della Renania-Palatinato (nell’ovest della Germania), dove viveva con i genitori. Andrea Lubitz era il copilota dell’Airbus A320 caduto martedì sulle Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia Brice Robin, la sua intenzione era quella di distruggere l’aereo. «Ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota» e il velivolo in «otto minuti» è passato da circa 12mila a 2mila metri di altitudine. Il capitano ha tentato invano di sfondare la porta della cabina. Un suicidio? «Ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone». Lubitz si era formato alla scuola di Lufthansa, a Brema, e aveva 630 ore di volo alle spalle. Lavorava in Germanwings da settembre 2013 e viveva ancora a casa con i genitori, come ha riferito Gabriele Wieland, sindaca di Montabaur, aveva anche un appartamento a Düsseldorf. Secondo il club aeronautico della sua cittadina, la Lsc Westerwald e V., dove Lubitz era iscritto, «aveva iniziato a volare fin da giovane per realizzare il suo sogno». Il procuratore Robin ha detto di «non conoscere la religione del copilota». Nel 2013 aveva ricevuto il Certificato di Eccellenza della FAA (la Federal Aviation Administration, l’ente che regola l’aviazione Usa) per aver superato, assieme a un gruppo scelto di altri piloti, i test americani dei «più elevati standard medici e di formazione»

logo
  • I siti San Paolo
    • Gruppo editoriale San Paolo
    • BenEssere
    • TELENOVA
    • Gazzetta d'Alba
    • Il Giornalino
    • Edicola San Paolo
    • EDIZIONI SAN PAOLO
    • Credere
    • Jesus
    • GBaby
    • G-web
    • I Love English Junior
    • Vita pastorale
    • Il Cooperatore Paolino
    • Maria con te 
    • La Domenica
    • Vita pastorale
    • SETTIMANA DELLA COMUNICAZIONE
    • FESTIVAL BIBLICO
  • Note legali
    • Privacy Policy
    • Informativa Whistleblowing
  • Social